CIVITAVECCHIA Altro che «qualche disagio», come ha tentato di far credere il Comune. Ieri quasi mezza città è stata messa nuovamente a dura prova a causa dei rubinetti a secco. Sull’acqua non c’è davvero pace. E i civitavecchiesi alzano la voce, rimanendo troppo spesso inascoltati. Domenica notte a via Galileo Galilei una vera e propria cascata d’acqua si è abbattuta sulla strada, provocando una sorta di piscina naturale: acqua ovunque, ma non nelle case. Questo il triste risultato. La causa è nella rottura della distributrice idrica comunale primaria in corrispondenza di via Dandolo. Da qui il fiume in piena che si è riversato sull’asfalto. Così, individuato il problema nelle prime ore di ieri mattina, dall’ufficio acquedotti del Comune si sono messi subito al lavoro per riparare il danno. Ma come se non bastasse, a seguito di controlli di routine sui serbatoi di stoccaggio, è stata anche riscontrata la mancanza dell'erogazione dell'acquedotto comunale dell'Oriolo. Anche in questo caso gli operai si sono attivati subito per individuare la perdita ed organizzare gli interventi di riparazione, non facili da mettere in atto. Una doppia rottura che ha mandato nuovamente in tilt la città. O comunque gran parte dei quartieri. E la situazione non tornerà alla normalità prima della serata di oggi, a quanto pare, con il Comune che ha attivato il servizio autobotti al numero 0766/542400. ìAnche se molto spesso – hanno lamentato i cittadini – non risponde nessuno o non si riesce a prendere la linea”. I residenti di San Liborio hanno già fatto i conti con una settimana di passione, dovuta ad un altro doppio danno sulle condotte. Risultato? Ben quattro giorni senza acqua nelle abitazioni. ìNon si può andare avanti così – hanno tuonato – eppure l’acqua, a fine anno, la paghiamo, e anche cara. È un disagio continuo». «Siamo in campagna elettorale – sottolineano altri civitavecchiesi che, contenitori alla mano, sono a chiedere acqua «in prestito» ai parenti – e si parla di tutto meno che dei problemi che affliggono i cittadini: acqua in primis. Si continuano a fare interventi tampone su condotte vecchie ed obsolete, che non tengono più. Serve un’azione decisa e risolutiva». Via Montanucci, Uliveto, zona faro: tutti con lo stesso problema, e tutti sul piede di guerra. Perché la mancanza di acqua dai rubinetti è il peggior disservizio da dover fronteggiare; soprattutto quando non si hanno referenti in Comune. Intanto ex assessori come Mirko Mecozzi ed ex consiglieri come Giancarlo Frascarelli fanno appello al commissario prefettizio.
Guasti alle condutture Mezza città senz’acqua
Rubinetti a secco e il Comune minimizza: «Qualche disagio»