Roma Capitale

Euro 1 fuori legge Motociclisti in rivolta

Dal 1°aprile lo stop a novantamila mezzi «In tempi di crisi la scadenza va prorogata»

In vista dello stop alle «due ruote» più inquinanti si riaccende il braccio di ferro tra Comune e centauri che, dal prossimo 1° aprile, con la scadenza dell’ultima proroga non potranno più circolare all’interno dell’anello ferroviario a bordo di ciclomotori e motocicli Euro 1. Un provvedimento che bandirebbe circa 90mila mezzi attualmente in circolazione, contro cui le associazioni di categoria promettono reazioni: «Speriamo che l’amministrazione consideri le nostre obiezioni – spiegano da Confindustria Ancma (associazione nazionale ciclo motociclo accessori) – senza le "due ruote" a motore, che a differenza di quanto si sostiene hanno un impatto ambientale assolutamente sostenibile, sarebbe a rischio la viabilità cittadina, consideriamo anche che la fase economica non consentirebbe alla maggior parte delle persone di cambiare il proprio mezzo». Si auspica, dunque, «almeno di ragionare sulla cilindrata, senza escludere in blocco tutti gli Euro 1». Un problema, quello della circolazione di questi mezzi, che si trascina da tempo. La prima delibera che imponeva lo stop nell’ottica di contenere l’inquinamento atmosferico è del luglio 2011, a fine 2012 il divieto è diventato definitivo per le auto mentre per le due ruote l’amministrazione aveva raccolto l’appello dei motociclisti facendo slittare ulteriormente la scadenza. È successo anche l’anno scorso così arriviamo a questi giorni: dal 31 marzo ciclomotori e motocicli Euro 1 non potranno più spostarsi all’interno dell’anello ferroviario pena una multa di 155 euro prevista dal documento di giunta del 2011. «Siamo pronti a collaborare col Comune così come abbiamo fatto nella città di Milano – continuano da Confindustria Ancma – abbiamo già avuto una serie di incontri con l’assessorato alla Mobilità di Guido Improta chiedendo che almeno si possa ragionare sulla cilindrata dei mezzi». Le ragioni dei motociclisti restano le stesse: «Meno traffico per la città che in alternativa rischierebbe la paralisi, si pensi se dall’oggi al domani su Roma si riversassero altre 90mila auto, meno smog quindi meno inquinamento, risparmio economico anche per i tanti chenon potrebbero certo permettersi di cambiare mezzo». Dall’amministrazione non hanno prospettato nuove proroghe in ogni caso, come spiegano anche dall’associazione, il quadro è in evoluzione.

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