Roma Capitale

Città off limits per la visita di Obama

Mercoledì l’arrivo. Giovedì incontri con il Papa, Napolitano e Renzi. Poi turista al Colosseo

Una settimana faticosa e adrenalinica per Roma caput mundi che metterà a dura prova il sistema nervoso dei suoi abitanti. Si comincia con la maratona di oggi che di fatto bloccherà il centro della città per tutta la mattinata. Per carità, si celebra una grande festa dello sport ma chi abita lungo il tragitto della corsa avrà la sensazione di essere prigioniero in casa (per non parlare dell’auto da spostare perchè parcheggiata là dove è spuntato un divieto). Poi c’è l’arrivo mercoledì 26 del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama all’aeroporto di Ciampino dove l'Air Force One atterrerà, in serata, proveniente dall'Olanda. L’aereo, scortato dai caccia, paralizzerà le normali attività dello scalo ciampinese. Dall'aeroporto, il 44° Presidente statunitense raggiungerà direttamente Villa Taverna dove trascorrerà la notte. Il giorno dopo Obama incontrerà Papa Francesco in Vaticano, andrà al Quirinale per un vertice bilaterale con il presidente Napolitano, poi vedrà il premier Matteo Renzi con il quale farà una conferenza stampa congiunta a Villa Madama. E infine dopo il pranzo si gusterà l’annunciata visita al Colosseo. Ovunque andrà il presidente Obama ci saranno dispiegamenti eccezionali di forze dell’ordine, cortei infiniti di mezzi blindati (26 automobili più otto motociclette) con uomini della sicurezza armati, proiettati fuori dai finestrini, pronti a impallinare chiunque e soprattutto elicotteri roboanti che dall’alto proteggono la zona. È il grande circo della sicurezza che ruota intorno ai presidenti Usa e che i romani hanno ormai imparato a conoscere bene. Ovviamente sarà anticipato da temporanee chiusure delle strade limitrofe. Immancabili i disagi per gli automobilisti. Ma anche per i pedoni che potranno trovare inaccessibili (perfino a chi va a piedi) le aree cerniera dove si trova il presidente. Successe, ad esempio, nel 2007 durante la visita di George Bush all’allora presidente del Consiglio Romano Prodi. Un sabato indimenticabile con tutta la zona intorno a Palazzo Chigi off limits, interdetta a tutti già dalla mattina (molto prima dell’arrivo di Bush) fino al pomeriggio inoltrato. L’ultima volta di Obama a Roma risale al 2009 in occasione del G8 all’Aquila. Quella volta fu la first lady Michelle Obama a visitare il Colosseo. Giovedì anche il marito Barack potrà ammirare il monumento tra i più famosi al mondo. Da dove entrerà? Ci sono varie opzioni: il presidente potrebbe accedere dallo Sperone Stern (lato Celio) oppure dal cancello usato come uscita verso via Celio Vibenna. Per Michelle si aprì il cancello 5 sul lato Nord ma ora è interdetto dalle impalcature del cantiere del restauro finanziato da Della Valle. Anche al Colosseo si prevedono, come da protocollo, immani misure di sicurezza. Tutta l’area intorno all’Anfiteatro sarà zona rossa. Chiuse al traffico via dei Fori Imperiali da Largo Corrado Ricci, parte di via San Gregorio e via Labicana. E anche se è diventata pedonale sarà interdetta ai comuni mortali la zona più vicina al monumento. Ad illustrare ad Obama le meraviglie del Colosseo e la sua storia dovrebbe essere un cicerone doc, per il quale è già partita la richiesta. Sembra lo stesso che accompagnò Michelle. Non mancherà il premier Renzi che farà gli onori di casa. Il presidente Usa avrà una visione metafisica del celeberrimo monumento. Con un colpo di spugna sarà cancellata la tipica fauna locale. Niente turisti ma anche niente finti gladiatori, venditori abusivi di paccottiglia, camion bar, gelatai ecc. ecc. Solo il Colosseo e il cielo sopra di lui. È un privilegio raro assistere a uno spettacolo simile anche perché durerà poche ore. E veniamo alle proteste anti-Usa e anti-Obama. Ci saranno infatti pure loro a complicare una situazione già difficile. Gli antagonisti riuniti sotto varie sigle si daranno appuntamento davanti all’ambasciata Usa. Sono pacifisti, antimilitaristi e non mancheranno i no global. In programma un sit in organizzato dal Comitato No Muos, dalla Rete No War, dai Cobas, da associazioni di studenti universitari e altri:i: «Contestiamo Barack Obama per dire no alla militarizzazione e alla servitù militare e al negoziato del Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti che gli Stati Uniti stanno portando avanti con la Commissione Europea». Un consiglio ai romani che possono permetterselo: giovedì rimanete in casa.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.