TIVOLI La grande bellezza trionfa anche nei botteghini della provincia (+18,2%), nonostante abbiano contato oltre 10 mila presenze in meno rispetto al 2012. Scorrendo i dati del Ministero dei Beni culturali, infatti, il 2013 si è rivelato un anno più ricco di incassi che di numero di visitatori per i 20 musei, monumenti e aree archeologiche statali dell'hinterland. Dove sono stati incassati 2 milioni e 583 mila euro a fronte di 842.614 presenze complessive, con 10.391 visitatori in meno rispetto al 2012. Una flessione riconducibile essenzialmente a Tivoli, che però si conferma il secondo attrattore culturale del Lazio dopo Roma, nonostante le sue 2 storiche ville abbiano perso complessivamente 12.956 presenze (da 619.952 a 606.996), riuscendo però ad incrementare gli incassi totali di ben 396.258 euro (da 2.015.990 a 2.412.248). Una sostanziale tenuta grazie soprattutto ai biglietti di Villa d'Este, che conferma la dodicesima posizione nella top 30 italiana per visitatori (399.577: solo 1917 in meno rispetto al 2012). Il capolavoro del rinascimento, infatti, lo scorso anno ha visto aumentare sia il numero dei visitatori paganti (passati dai 249.480 del 2012 a 251.826) che il volume degli incassi di 441.285 euro: da un milione e 516 mila euro a 1.957.712 euro. La flessione è però stata indolore, tutta sul versante dei visitatori "non paganti", passati dai 152 mila del 2012 ai 147.751 dello scorso anno. Tra i monumenti a ingresso eminentemente gratuito, invece, i più visitati della provincia si confermano i 2 monasteri dell'abbazia benedettina di Subiaco, che insieme sfiorano le centomila presenze (99.479). Il balzo più poderoso è del Sacro Speco di San Benedetto (e non «di Santa Scolastica», come erroneamente scritto dal Ministero) che ha aumentato di oltre il 10 per cento le sue presenze (da 58mila a 64.009) ma finito nelle polemiche dopo lo «scempio» denunciato alla Soprintendenza dall'Idv per l'installazione di un traliccio da 30 metri sulla vetta dell'eremo dove visse per 3 anni il santo. Un impianto destinato alle antenne della telefonia, contestato ora sia dall'abbazia che dal Comune, il cui ufficio tecnico ha però concesso il permesso di costruire il 18 maggio scorso (dopo il nulla osta del Parco dei Monti Simbruini rilasciato il 18 dicembre 2012). In aumento anche i visitatori dei musei di Civitavecchia e Cerveteri. In calo, invece, le presenze nei musei di Ardea, Palestrina e Nemi, nelle necropoli di Cerveteri e Fiumicino, nelle Ville di Fiano e Licenza e all'abbazia di Grottaferrata.
La grande bellezza trionfa anche in provincia
Più turisti per i siti storici, abbazie e monumenti