Roma Capitale

Al servizio degli immigrati

Padre Geraldo incoraggia i genitori: trovate il tempo per i vostri figli

Padre Geraldo Garofalo, a capo della parrocchia Santa Maria della Perseveranza a via della Pisana, appartiene alla congregazione «Missionari servi dei poveri». Una congregazione molto particolare, fondata a Palermo da don Giacomo Cusmano, e partita da un'idea: mettere, durante un pasto, a centro tavola, un piatto vuoto che veniva riempito con qualcosa proveniente dal piatto di tutti componenti del tavolo, in modo da creare un altro coperto. «Se tutte le famiglie facessero così - sosteneva don Cusmano - non ci sarebbe più la povertà a Palermo». Padre Garofalo ha preso alla lettera quest'insegnamento e nel '91 partì per il Messico per tre anni dove entrò a contatto con la povertà, «quella vera». Una volta tornato in Italia riprese, dal 2000, le redini della parrocchia che aveva lasciato qualche anno prima portando quello spirito caritatevole in una realtà diversa da quella messicana ma allo stesso tempo con le sue criticità, dato l'aumento delle povertà che ha investito soprattuto le famiglie italiane. In questo senso è molto attiva la Caritas portata avanti proprio dall'associazione Giacomo Cusmano che offre assistenza a oltre 50 famiglie, fornendo loro ogni mese, sostegno alimentare e non solo. Importante è anche il centro d'ascolto che si fa carico delle tantissime richieste di lavoro e di consulenze di natura giuridica e legale per cui si mettono a disposizione gratuitamente alcuni avvocati volontari della parrocchia e immigrati latino americani che fanno da tramite con i loro connazionali per trovare lavoro o nelle pratiche burocratiche. Nonostante i tempi difficili e l'aumento delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, la condizione della popolazione e del territorio della parrocchia è abbastanza tranquilla. Il ceto è in prevalenza medio e, carenza di servizi a parte, la condizione è migliore di molte altre periferie. «La zona è caotica e la strada alla prima goccia di pioggia diventa un colabrodo - sottolinea padre Geraldo - ma nelle ore senza traffico si arriva in centro in 10 minuti, per questo è sbagliato considerarci una periferia». Tuttavia quello che il parroco ha ritrovato al suo rientro dal Messico gli lascia un pizzico di amarezza: «Negli ultimi tempi - spiega - percepisco nelle famiglie una sensibile perdita di valori cristiani ed educativi che inesorabilmente si riflette sui figli». Padre Geraldo in effetti non sopporta vedere i bambini arrivare a catechismo «accompagnati dalle baby sitter. Capisco i numerosi impegni lavorativi dei genitori di oggi - riprende il sacerdote - ma non è concepibile che ormai il tempo da dedicare ai propri figli è quasi nullo. Non si può compensare questa "assenza" comprando regali o caricando i piccoli di infinite attività (sport vari, scuole di musica etc.). Questi bambini a volte vorrebbero solo giocare con il proprio padre o la propria madre che invece di tempo per loro ne hanno sempre di meno». E questa crisi valoriale si riflette anche nella partecipazione della parrocchia. «Molti gruppi con la stessa velocità con cui si formano si sfaldano, come a certificare la difficoltà nel portare avanti un impegno». Nonostante ciò, le attività sono molte e sia pure con un po' di fatica raccolgono una buona adesione tra i 18mila parrocchiani: dal catechismo, all'Associazione cattolica, fino ai gruppi neo catecumenali c'è ancora chi ha voglia di portare avanti sani valori cristiani.

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