Roma Capitale

Caffè della Pace, appello bipartisan al Senato

Il Prefetto di Roma potrebbe avere la soluzione al problema Caffé della Pace, sfrattato dall'Istituto Teutonico Santa Maria dell'Anima che è proprietario di tutto l'antico stabile a due passi da...

Il Prefetto di Roma potrebbe avere la soluzione al problema Caffé della Pace, sfrattato dall'Istituto Teutonico Santa Maria dell'Anima che è proprietario di tutto l'antico stabile a due passi da piazza Navona. A chiamarlo direttamente in causa sono stati ieri la senatrice del Partito Democratico Daniela Valentini e il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Un appello bipartisan per evitare quello che ormai sembra inevitabile, vale a dire la chiusura dello storico locale diventato in un quasi secolo di vita il punto di incontro di artisti, intellettuali, uomini e donne dello spettacolo. «Vogliamo un confronto con il Prefetto Giuseppe Pecoraro che sappiamo essere attento al problema – hanno spiegato Valentini e Gasparri in una nota comune – perché anche attraverso la tutela di un'attività cosi' importante e di grande rilevanza culturale si eviti la perdita di identità della nostra città. Abbiamo anche chiesto al Governo attenzione su questa tematica e ci riserviamo di assumere ulteriori iniziative nei prossimi giorni». La politica è in fermento nelle ultime settimane, il Prefetto potrebbe riuscire a bloccare lo sfratto? Su di lui sono riposte molte speranze e pare che sul suo tavolo siano già state formulate delle ipotesi che stanno però cercando concretezza. Il limite di ogni azione sta nel fatto che si tratta di una questione tra privati e anche se il Caffè è bottega storica e dunque gode di alcune tutele riconosciutegli dall'amministrazione come il divieto per la proprietà di cambiare la destinazione d'uso del locale per cinque anni il Tribunale, nell'ultima sentenza che ha decretato a fine marzo l'esecutività della procedura, ha sottolineato che la storicità della bottega non può in alcun modo bloccare lo sfratto che resta un diritto per la proprietà. Ciò nonostante il clamore che ha suscitato la vicenda non passa inosservato. La raccolta firme iniziata presso il Caffè della Pace per sensibilizzare la clientela sulla vicenda, ha superato quota cinquemila. Le firme saranno consegnate al sindaco Marino e agli assessori competenti, un atto simbolico che avrà comunque il suo peso.

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