L’impossibilità di gestire le degenze, soprattutto nelle ore notturne, ha costretto i vertici dell’ospedale a chiudere l’accettazione, per cui le mamme che avrebbero voluto partorire ad Anzio sono state dirottate in altri ospedali. Attualmente nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Anzio vengono gestiti circa 700 parti l’anno. A lavorare in quel reparto ci sono pochissime ostetriche. 7 quelle che effettuano il turno diurno e solamente una per il turno di notte. Una situazione davvero insostenibile anche per il personale stesso, oltre che per i pazienti. Ciriaco Consolante, direttore dell’ospedale ci ha spiegato. ìLa scorsa settimana i vertici dell’azienda sono cambiati. C’è un nuovo direttore generale, un nuovo direttore sanitario ed un nuovo direttore amministrativo della Asl di Albano che ci stanno aiutando a risolvere il problema. Il personale della sala operatoria sta collaborando con le poche ostetriche che abbiamo e grazie a questa sinergia stiamo facendo funzionare la sala operatoria di ostetricia». «Le sale operatorie dell’ospedale - continua Consolante - sono due: una del reparto ostetricia ed una del reparto di chirurgia. Per il momento il personale di chirurgia sta coadiuvando e supportando il reparto di ostetricia». Ciò vuol dire che gli infermieri vanno ad aiutare i parti. Ma le mamme e gli operatori sanitari sanno quanto sia importante la figura dell’ostetrica al momento della nascita. Manuela Tomassetti, psicologa, gestisce da oltre 13 anni i corsi pre-parto all’ospedale Fatebenefratelli di Roma. « Il momento della nascita – spiega Tomasetti, è un momento unico nella vita di una donna. L’ostetrica è una figura di riferimento per la donna che deve essere seguita ed accompagnata nel parto, anche a livello psicologico. L’ostetrica non è solo quella che fa nascere il bambino ma è quella che accompagna la mamma in questa esperienza».
Reparto a rischio chiusura Le 2 ostetriche tornano a Genzano
Fra 13 giorni riprenderanno servizio nel loro abituale posto di lavoro
