Roma Capitale

E con Dinoi rispunta la «super holding»

«Salva Roma docet», ricorda il consigliere capitolino del Misto, Mino Dinoi, che in una mozione presenterà la proposta di costituzione di una «super holding» in grado di gestire il complesso...

«Salva Roma docet», ricorda il consigliere capitolino del Misto, Mino Dinoi, che in una mozione presenterà la proposta di costituzione di una «super holding» in grado di gestire il complesso universo delle società capitoline. Un progetto, ricordiamo, fortemente voluto dall’ex sindaco Alemanno ma mai realizzato e che oggi viene invece "imposto" dal decreto Salva Roma nella parte in cui parla di «un nuovo modello organizzativo» per le partecipate che implichi, laddove nevcessario anche la liberalizzazione dei servizi. «Si tratta di una proposta concreta - spiega Dinoi - da inserire nel piano di rientro e cioè una mozione di riforma del Gruppo di Roma Capitale che non può più essere amministrato in questo modo. Nella mia proposta, che concretizza l’idea più volte espressa anche dal sindaco Marino di creazione della Holding. Un modello nel quale andranno salvaguardati i livelli occupazionali e il pieno impiego di tutti i lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione». Una cabina di regia insomma in grado di gestire le aziende partecipate e di ottenere importanti sgravi fiscali, che non meno di due anni fa, furono quantificati in circa 50 milioni di euro. «La proposta da me immaginata si basa su tre pilastri - continua il consigliere capitolino - e cioè evitare che le aziende puntino solo ad ampliare i ricavi, ma si concentrino sui costi perché le tariffe per i cittadini sono ormai ai limiti massimi. Poi, si deve ragionare su un bilancio consolidato, il vero stato dei conti di Roma Capitale e rendere obbligatoria la responsabilità sociale nelle aziende. Infine, bisogna rivedere il ruolo del sindacato coinvolgendolo a pieno titolo nella gestione dei processi e dunque delle aziende. Non è più pensabile un sindacato che vuole partecipare alle scelte ma non assumersi responsabilità». Alla holding verrebbero trasferite tutte le partecipate di cui Roma Capitale è socio unico e le attività relative, nonché la riorganizzazione dei servizi generali e delle funzioni strumentali attualmente svolte in autonomia dalle singole società. Un’operazione non solo di riduzione dei costi ma anche, o soprattutto, di trasparenza.

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