Roma Capitale

Cud gratis ai patronati ma che burocrazia

Non si paga come alle Poste. Ma per avere il modello chiedono informazioni in più

Torna nella Capitale l’incubo Cud per i pensionati. Cittadini esasperati nei patronati, dove il servizio di rilascio dei modelli è gratis. Un percorso ad ostacoli in più rispetto allo scorso anno, a differenza di quanto prevede l’iter negli uffici postali, presso cui l’utente sostiene un costo immediato pari a circa 3.30 euro. Così, dopo le segnalazioni arrivate da più parti, siamo andati a verificare. La novità è palese. Se fino al 2013, infatti, il pensionato, munito di documento, poteva recarsi allo sportello del patronato e, dopo aver lasciato la copia del documento stesso, poteva ritirare, senza pagare nulla, il modello Cud, ora la musica è cambiata. L’anziano è obbligato a produrre il codice sede, la tipologia della pensione ed il numero. Inoltre, l’operatore deve inserire il mandato di assistenza e la fotocopia del documento del richiedente, da scansionare ed inviare in allegato. Parecchio complicato per chi è in là con l’età; gli stessi che, decidendo di recarsi presso qualsiasi ufficio postale della città per la medesima questione, hanno solo l’onere di compilare un semplice modellino, dove oltre ai dati ed al codice fiscale viene richiesto il permesso al trattamento dei dati personali. Poi, basta allegare la copia di un documento e del codice fiscale, pagare, ed il Cud è servito. «Non comprendiamo il perché dobbiamo produrre molte più informazioni al patronato che alle Poste» si lamenta Guglielmina Pastorelli, settantottenne in fila al patronato Enas in zona Marconi. «Qui – spiega – il servizio è gratuito, mentre alle Poste paghiamo, ma chiedono meno adempimenti. Del resto, l'Inps non ha motivo di chiedere il numero di pensione a noi poiché già lo conosce». «Rispetto allo scorso anno, per ritirare il Cud al patronato ho impiegato di più. Forse avrei fatto molto prima alle Poste, ma avrei dovuto pagare un servizio per il quale, dopo 40 anni di lavoro, penso di aver dato il mio contributo», aggiunge Beniamino De Virgiliis. «Ogni anno ci sono novità ed in genere, quando si ha a che fare con la burocrazia, sono sempre peggiorative. Alla Posta non sono andato per principio», dice Franco Merlo, 79 anni. Mentre Giuliano Quartullo, 68 anni, riflette: «Questo è un caso dove appare agevolato un ente che offre il servizio a pagamento contro altri che lo offrono gratuito. Penso che ci debba essere un’attenzione migliore quando si prendono certe decisioni». Anche Mara Bonaria trova che il lavoro per i patronati nel rilascio dei Cud sia quest’anno «molto più complicato. Diversi amici che non hanno un pc si stanno rivolgendo alle Poste, seppur a pagamento: non lo trovo giusto». D’altronde, chiosa Lucia Troisi, «la nostra generazione è quella che sta soffrendo maggiormente l’uso dei servizi digitali. Le sedi Inps sono pressocchè irraggiungibili e tante volte parlare con un centralino o con un numero verde diventa difficile». A dare man forte alle lamentele dilaganti, le opinioni di impiegati e dirigenti di patronati di vari quartieri. Come Susanna Tomassi, responsabile Enas Rm11, che evidenzia come «l’Inps, rispetto al 2013, ha fatto in modo che il rilascio del Cud sia una cosa complessa e lunga. Spesso abbiamo a che fare con persone anziane che non sanno come cercare e prelevare i dati richiesti e, dunque, si trovano in difficoltà. Ciò ci costringe a fare innanzitutto una ricerca anagrafica, inserendo prima una delega telematica e andando poi a ricercare il tipo di pensione che si possiede e prelevare tutti i dati. Infine, finalmente, possiamo inserire le informazioni sul format per la richiesta e rilascio del Cud. Sembra una gestione pensata per complicare (o forse evitare?) la stampa da parte del patronato dei Cud, quando potrebbe e dovrebbe essere attuata in modo molto più semplice». A presentare un quesito urgente all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato «per cercare di capire se con queste diverse modalità siano stati tutelati i diritti dei pensionati che si trovano di fronte a due percorsi totalmente diversi» ci ha pensato il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia in Municipio XI, Marco Palma, non nuovo ad affrontare l’argomento. «Il modellino delle Poste - sottolinea Palma - prevede anche altri servizi Inps, come l’estratto conto contributivo etc: sarebbe curioso conoscere i costi che il cittadino dovrebbe sostenere, considerando che sono servizi gratuiti all’utenza, qualora si dovesse rivolgere ad un ente di patronato».

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