Lupi morde le occupazioni. Pecoraro ricuce. E domani i movimenti per la casa tornano ad assediare Roma. Sullo sfondo quella che sembra (quasi) una spaccatura tra governo centrale e locale, una cosa come la mano destra che non sa cosa fa la sinistra, da una parte il piano casa del ministro con la stretta sulle occupazioni abusive che vieta «residenze» e allacci delle «utenze» negli stabili occupati. Ma il prefetto prende tempo: «valuteremo se il decreto Lupi è adeguato», l’emergenza abitativa «a Roma» è «un’altra cosa». Ed è proprio vero. Però, tutto e il contrario di tutto. Se si pensa che ieri movimenti per la casa e assessore Ozzimo si sono nuovamente incontrati sul censimento per reperire alloggi e contare gli aventi diritto alla casa tra i 700 nuclei a punti 10, i 2mila nei residence, e i 2mila nelle 106 occupazioni. Stride il contrasto con la stretta dell’art. 5 del piano casa, «retroattivo» aveva detto il leader dei Blocchi precari metropolitani, Di Vetta. È questa la scena su cui si proietta il sabato nero dei romani, alle prese con 2 cortei che diventano 6 con gli "affluenti": il corteo per i siriani da piazza Indipendenza a piazza Santi Apostoli; e il corteo da Piramide al ministero della Giustizia a largo Arenula, dove confluiscono i mini cortei da piazza Indipendenza, metro Rebibbia, stazione Tiburtina ed ex deposito Atac a San Paolo. Sono le «quattro piazze tematiche» - nomi ad hoc creati da movimenti per la casa, Blocchi precari metropolitani, Action e il variegato mondo di sigle dei movimenti romani - dove sono chiamati a raccolta immigrati, rifugiati, senza tetto nei residence e nuovi poveri finiti nelle 106 occupazioni dopo la perdita del lavoro, la separazione o una malattia. Mobilitati stavolta al grido «quando l’ingiustizia si fa legge ribellarsi diventa necessario!» contro «precarietà abitativa, sociale e austerity», «devastazione ambientali», «sistema carcerario e controllo sociale» e «frontiere e libertà di movimento». Con la benedizione dell’intellighenzia di sinistra, radunata oggi alle 16 a Scienze delle Comunicazioni di La Sapienza, su «Legittimità vs legalità». Decine di linee bus deviate, caos assicurato. A meno che non bastino le parole del prefetto. «Il governo - ha dichiarato Pecoraro, rispondendo a una domanda sul Piano Casa presentato nel Cdm dell’altro ieri dal ministro delle Infrastrutture, a margine della firma del Protocollo tra Prefettura e Roma Capitale per dare avvio alla sperimentazione di un nuovo sistema informatico per la semplificazione delle procedure di acquisizione del certificato d’idoneità alloggiativa - ha dato una prima risposta al problema casa, che non è soltanto a Roma ma in tutta Italia, con risorse che in questo periodo sono limitate. Valuteremo insieme a Comune e Regione se questo decreto è adeguato alla Capitale, se c’è da aggiungere qualcosa lo si farà, con grande rispetto per il governo, con grande rispetto del Parlamento, ma tenendo conto che a Roma c’è un’emergenza casa che noi dobbiamo assolutamente contenere». E ha aggiunto: «Con il Piano Casa si è tenuto fede a un impegno preso dal ministro Lupi nell'incontro a ottobre con i Movimenti, dove aveva assicurato ci sarebbe stato un provvedimento».
Lupi morde le okkupazioni. Pecoraro ricuce
L’articolo 5 del piano casa spacca. I movimenti ci sguazzano. Domani un altro assedio alla città
