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Crolla l’accusa. Iannone non diffamò i manager Fiat

Le affermazioni contro la dirigenza della Fiat, non furono una diffamazione. Gianluca Iannone, presidente di Casapound, incassa un’assoluzione parziale dal Tribunale monocratico di Roma, ma...

Crolla l’accusa. Iannone non diffamò i manager Fiat

AGGUATO VICINO ROMA: PERQUISITA CASA LEADER CASAPOUND

Le affermazioni contro la dirigenza della Fiat, non furono una diffamazione. Gianluca Iannone, presidente di Casapound, incassa un’assoluzione parziale dal Tribunale monocratico di Roma, ma significativa. Perché se anche il 2 febbraio 2010 invase con altri la sede della società Fiat Center Italia - per la quale è stato condannato a una multa di 400 euro - le espressioni «salviamo i lavoratori e la produzioni italiana non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l’Italia» e «lasciamoli fallire con i soldi che non ruberà più», non sono state ritenute lesive per l’azienda.

Queste le conclusioni del processo, che pur condannando i modi di quella protesta, hanno posto un accento su supposti fini etici. Iannone, difeso da Domenico Di Tullio, è finito sotto procedimento giudiziario in concorso con altre 12 persone. Le accuse sono di «invasione di terreni o edifici» e «diffamazione». Secondo la Procura «in concorso tra loro e con altri rimasti sconosciuti, agendo in numero superiore a 10 persone, invadevano arbitrariamente la sede della società Fiat Cente Italia, ubicata in viale Manzoni, da prima introducendosi all’interno degli uffici ove distribuivano volantini di protesta contro la Fiat e la sua dirigenza e subito dopo raggiungendo il tetto dell’edificio ove lanciavano altri volantini ed esponevano alla vista dei passanti uno striscione di 5 metri «La Fiat odia l’Italia». Per quest’accusa, è stato condannato con altri quattro. La seconda accusa, più significativa, è crollata. L’ipotesi era che «in concorso tra loro e con altri rimasti sconosciuti, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, offendevano la reputazione della società Fiat Center Italia, da prima diffondendo all’interno della sede di viale Manzoni dei volantini contenenti espressioni quali "salviamo i lavoratori e la produzione italiana non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l’Italia" ed ancora "lasciamoli fallire con i soldi che non ruberà più"» esposti sul tetto. Le affermazioni non sono risultate essere lesive. Tuttavia si dovrà attendere il deposito delle motivazioni.

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