I livelli di gravità sono giunti al capolinea. L’allarme era stato lanciato poco più di un anno fa, in una lettera a firma del portavoce del Coordinamento dei Direttori del DSM della Regione Lazio, Gianfranco Palma, indirizzata al Prefetto. E ora quello che si rischia concretamente, se le soluzioni non saranno tempestive, è la chiusura di diversi reparti e strutture. Parliamo del destino dei Servizi di Salute mentale e di assistenza psichiatrica nella regione: una situazione «non più sostenibile», a detta di dirigenti e addetti ai lavori, in relazione ad un numero di posti letto insufficienti a coprire le richieste e alla progressiva perdita di personale dei servizi. Sarà una delle questioni sul tavolo dell’incontro di oggi pomeriggio tra Regione, proprietà e sindacati, sul Fatebenefratelli, in cui verrà affrontato il caso del reparto psichiatrico del nosocomio chiuso e mai più riaperto dopo l’incendio dello scorso anno. Ma il problema è generale. È un quadro che lascia basiti quello che emerge dai dati anticipati a «Il Tempo» dalla Consulta regionale per la salute mentale. A fronte di circa 84.000 pazienti in carico, i posti letto per malati psichiatrici previsti a Roma e provincia sono 399 in totale; gli attivi 189, meno della metà. In dettaglio, 131 quelli attivi a Roma su 282 previsti e 58 in provincia su 108. 275 i posti letto attivi in tutti il Lazio su 529 previsti; nelle quattro province, 86 i posti attivi sui 139 previsti. Nella capitale, la Asl dotata di meno posti è la RmB, con il Sandro Pertini che ne dispone di 15. Seguono, le Asl RmA (quella del Fatebenefratelli) e RmE, con S. Spirito e San Filippo Neri. «Le richieste aumentano e il personale scende», spiega Daniela Pezzi, presidente della Consulta regionale. «Le liste di attesa per le prime visite parlano di due o tre mesi: è impensabile. È come un infartuato che arriva in ospedale e si sente dire che non c’è un’unità coronarica disponibile». E sul versante personale chiosa: «Sono state concesse una decina di deroghe in tutto il Lazio, ma siamo sempre al di sotto del minimo previsto per legge, perché c’è chi va in pensione. Attendiamo dal Presidente Zingaretti una riprogrammazione dell’intero ambito». Oggi sarà anche lei in piazza davanti al Ministero della Salute, con gli operatori del Fatebenefratelli, famiglie e pazienti, ad aspettare il verdetto del tavolo di concertazione: «Devono capire che il reparto di Psichiatria dell’Isola Tiberina va riaperto perché parte della rete dei posti letto regionali».
Salute mentale senza reparti e posti letto
I livelli di gravità sono giunti al capolinea. L’allarme era stato lanciato poco più di un anno fa, in una lettera a firma del portavoce del Coordinamento dei Direttori del DSM della Regione Lazio,...
