TIVOLI TERME Niente lezione, a scuola ci sono i rom. A protestare ieri mattina di fronte ai cancelli dell’istituto comprensivo di Tivoli Terme sono i genitori degli alunni che frequentano due classi quinte delle elementari, che non sono entrati in aula a causa della presenza da lunedì di nove ragazzi che vivono nella baraccopoli di Stacchini. Una convivenza difficile che si ripete periodicamente, visto che i minori spesso vanno a lezione nell’istituto per periodi più o meno lunghi. «Chiamateci pure razzisti ma vogliano essere sicuri delle condizioni di salute di questi ragazzi – dicono le mamme -. Non ci è stato detto se sono vaccinati o meno e noi chiediamo risposte precise – e aggiungono -. Non hanno neanche dei traduttori, lo devono fare i compagni di classe visto che loro non parlano italiano. In ogni caso non mandiamo i nostri figli a scuola fino a che non ci danno certezze. Noi non abbiamo mai avuto problemi di questo tipo e in aula ci sono persone di nazionalità diversa ma stavolta siamo preoccupate». «Arrivano dal campo sporchi, alcuni addirittura da soli, senza contare che le classi sono già piene e che non sono stati valutati dal collegio docenti, a noi ci fanno storie anche se i bambini non indossano il colletto sul grembiule», aggiungono. A smorzare i toni è il dirigente scolastico, Liliana Sciarrini: «Noi dobbiamo far rispettare l’obbligo scolastico e il diritto allo studio, sono anni che succedono queste cose e non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema anche perché difficilmente restano per più qualche settimana», dice e sulla questione relativa alle vaccinazioni aggiunge, «Abbiamo fatto firmare un foglio ai genitori dove dichiarano quali vaccinazioni hanno fatto ai figli, va detto che in Romania se ne fanno anche di più rispetto all’Italia. Chiaramente non ci fermiamo così: con l’Asl abbiamo un servizio per cui i ragazzi sono sottoposti ad una visita completa e i responsabili si mettono in contatto direttamente con il paese di provenienza per controllare quello che è stato dichiarato. Inoltre abbiamo una collaborazione con la comunità di Sant’Egidio che ci dà un grande aiuto. I bambini devo dire che sono puliti e ben inseriti e che hanno tutto il materiale scolastico, noi abbiamo molti stranieri e in questi anni il numero degli iscritti in generale è salito a differenza di altri istituti Stiamo lavorando bene». Sulla stessa linea anche il comune di Tivoli, al momento guidato dal commissario prefettizio, Alessandra de’ Notaristefani di Vastogirardi, che in più di una circostanza ha ribadito la necessità di fare in modo che i minori che vivono sui terreni dell’ex polverificio, più di 130 di cui la metà in età scolastica, vadano a lezione ogni giorno. «Noi spingeremo affinché sempre più bambini di Stacchini vadano a scuola per questo abbiamo collaborazioni anche con la Caritas e la Comunità di Sant’Egidio».
«No ai rom in aula. Lasciamo i nostri figli a casa»
Le mamme: chiamateci pure razzisti ma sono sporchi e non sappiamo se sono vaccinati
