Via di Casal Bertone, al centro del quartiere Portonaccio, è entrata nella storia del cinema grazie ad alcune scene del «Mamma Roma» di Pasolini e a «I Soliti Ignoti» di Mario Monicelli: la scena in cui il personaggio di Dante Cruciani (Totò) tiene la sua lezione sull'apertura delle casseforti, si svolge sul terrazzo di un palazzo, demolito da tempo, tra piazza Enrico Cosenz e via degli Orti di Malabarba; e durante la sequenza si vede il muro della chiesa di Santa Maria Consolatrice. Ma la parrocchia è tornata più di recente agli onori della cronaca con la rinuncia di Papa Benedetto XVI. Pochi mesi dopo la nomina ad arcivescovo, il 27 giugno 1977, Papa Paolo VI creò Joseph Aloisius Ratzinger cardinale, assegnandogli proprio il titolo presbiterale di Santa Maria Consolatrice, che tenne fino al 1987. Fu poi la prima parrocchia romana che Benedetto XVI visitò dopo la sua elezione al Soglio Pontificio, il 18 dicembre 2005. È proprio il parroco, don Giovanni Biallo, a ricordare come l'allora cardinale Ratzinger abbia partecipato a circa 150 funzioni e cresimato tanti di quelli che poi si sono sposati nella parrocchia. «Questo è un quartiere popolare nel senso bello del termine. Lentamente oggi si sta ringiovanendo - sottolinea don Giovanni - Aumentano le giovani famiglie con bambini, senza contare i circa 2.000 studenti universitari che gravitano in zona, fra il Collegio universitario e gli appartamenti di zona, aggiungendosi alle 14.000 persone servite dalla parrocchia». Da qui la forte attenzione della chiesa di Santa Maria Consolatrice per la realtà dei giovani, degli studenti che, anche se non cristiani, qui trovano un punto d'attenzione e di ascolto. «Il lavoro è continuo con numerosi gruppi di volontariato e nelle famiglie - aggiunge il parroco - la catechesi per la formazione delle persone alla vita cristiana approfondisce la parola di Dio. A questo si aggiunge la carità. In forte crescita l'opera di sostegno a famiglie e ad anziani in difficoltà economiche. I poveri sono aumentati molto con uno spostamento del bisogno sempre più verso i nuclei familiari e pensionati italiani, mentre prima il gruppo più numeroso di bisognosi era fatto di extracomunitari e nomadi: è una situazione che, da quanto ho sentito da altri colleghi parroci, riguarda tutta la città. Poi il centro di ascolto per il lavoro e di preparazione dei pacchi alimentari, un'ottantina al mese, anche se durante i trenta giorni portiamo assistenza pure ad altri. Abbiamo appena concluso una raccolta nei supermercati di zona e la gente, molto sensibile, ci aiuta tanto in quest'opera». Don Giovanni Biallo è stato ordinato nel 1997 «e a farlo fu Giovanni Paolo II. Poi sono stato viceparroco alla Balduina, a Santa Paola Romana. Dopo, assistente al Seminario romano maggiore e infine qui come parroco a Santa Maria Consolatrice da ormai sette anni». «L'esperienza che rimarrà fissa nei miei ricordi è quella dell'organizzazione del Giubileo dei giovani nel 2000: fu splendido - continua don Giovanni - Da qui deriva la mia grande attenzione per il mondo giovanile. L'attuale momento di crisi è anche una tappa di riscoperta della Fede e della presenza di Dio nella propria vita e lo vedo dagli anziani, ai ragazzi, passando per le famiglie. Fondamentali per la nostra opera, le religiose dell’Istituto delle Suore di Maria Consolatrice». Il grande teatro deve ancora vedere la fine della sua ristrutturazione che segue quella già avvenuta degli ambienti interni della parrocchia. Poi toccherà allo spazio esterno dove sarebbe bello veder apparire dei campi sportivi.
Tanti giovani nella chiesa di Ratzinger
Il quartiere si sta ripopolando di famiglie con bambini e studenti
