Stop alle assunzioni ma non per tutti. La lettera del sindaco Marino a tutte le aziende partecipate, anche di secondo livello, che stamane si ritroveranno sulla scivania i manager capitolina blocca infatti tutte le assunzioni a tempo indeterminato. E per quelle a tempo determinato invece? La differenza è sostanziale, considerato che quest’ultima forma contrattuale è di norma riservata proprio ai massimi dirigenti, ovvero a quelli che pesano di più sul badget del personale aziendale. Il caso allo studio degli "uffici" - soprattutto politici - è quello dei quattro super manager di Atac, ovvero i cosidetti "Bisignani boys", voluti dall’ex Ad Basile nel 2011, per uno stipendio complessivo annuo che sfora il milione di euro: Pietro Spirito (direttore centrale operazioni) Roberto Cinquegrani (direttore commerciale), Antonio Abbate (direttore affari legali) e Giuseppe Alfonso Cassino (direttore della divisione superficie), i manager voluti in Atac nel 2011 da Maurizio Basile. I loro contratti scadono i primi del 2015 e, una volta scaduti non sono rinnovabili. Questo significa procedere a bando di evidenza pubblica per l’eventuale assunzione di altre professionalità, sempre che all’interno dell’azienda non ve ne siano. L’alternativa però, in un modo o nell’altro, la politca riesce sempre a trovarla. Ecco allora che è allo studio un rinnovo dei contratti triennali prima della loro scadenza. Ovvero in questi giorni, prima che la scure del Salva Roma, del piano di rientro e di ristrutturazione del bilancio, lo rendano di fatto impossibile. La proposta sarebbe dunque quella di ridurre lo stipendio dei quattro del 30% e rinnovare il contratto a cinque anni. Una "mossa" che tuttavia violerebbe diverse normative sia della legge del pubblico impiego sia dei regolamenti di Roma Capitale, senza ovviamente considerare il danno erariale. Intanto il direttore della comunicazione Atac, Vincenzo Saccà, anch’egli considerato vicino ai "Bisignani boys" dopo essere stato esodato con incentivi sarebbe stato riassunto in Atac come consulente. Per questo, e altro ancora, la lettera del sindaco Marino indirizzata a tutte le partecipate capitoline, così come le parole del vicesindaco Nieri sul freno alle assunzioni del concorsone, in virtù dei nuovi vincoli imposti dal Governo per il risanamento delle casse capitoline, andrebbero forse riviste e corrette.
Stop di Marino alle assunzioni, ma non per i dirigenti Atac
La lettera del sindaco vieta solo nuovi contratti a tempo indeterminato
