Roma Capitale

Don Andrea, parroco istituzione

Fedeli impegnati nella raccolta alimentare, i giovani nella scuola calcio

La parrocchia San Tommaso D’Aquino dal 1977, anno della sua fondazione, ha cambiato solo due parroci. Don Andrea Carosella è subentrato solo da qualche anno al primo parroco, vera e propria istituzione nel quartiere, in carica oltre trent’anni. Don Andrea ha quindi vissuto in prima persona i cambiamenti di quest’area della Capitale, situata tra la Casilina e la Prenestina, e il conseguente ricambio generazionale dovuto al ritorno dei figli e dei nipoti dei primi abitanti, tornati per costruire, nel quartiere natio, il proprio futuro con le loro famiglie. Un quartiere tranquillo, questo, situato nella periferia est della Città eterna, dove la gente «è cresciuta insieme, coltivando uno spirito comunitario forte e aggregante» e dove «i problemi, grazie alla grande solidarietà, vengono condivisi». La crisi economica, tuttavia, in questo quadrante si è fatta sentire come e più di altre zone di Roma, La chiusura dei negozi sono all’ordine del giorno e le famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Molte di queste famiglie si vedono quindi costrette a rivolgersi al Centro Caritas della parrocchia per un sostegno non solo materiale. Quest’ultimo distribuisce pacchi alimentari una volta al mese o se necessario ogni quindici giorni a seconda dell’esigenza e della disponibilità. Tale disponibilità nell’ultimo anno è fortemente compromessa dalla mancanza dei fondi dell’Unione europea che ha deciso di «chiudere i rubinetti» per quel che riguarda il banco alimentare. A questa improvvisa difficoltà la parrocchia riesce, in qualche modo, a sopperire grazie alla "buona volontà" dei settemila parrocchiani che in più occasioni si fanno carico della raccolta di beni alimentari. Organizzandosi,ad esempio, avanti ai supermercati ma anche prima e dopo le celebrazioni liturgiche. «Per le attività di Caritas - spiega il parroco- c’è anche un coordinamento con le altre parrocchie e con i servizi sociali. Sono oltre 60 le famiglie da aiutare e a queste vanno ad aggiungersi i molti cittadini stranieri. Per noi quindi è difficile far fronte a tutte queste necessità». Oltre al servizio di distribuzione alimentare, è molto attivo il «Centro d'ascolto» per dare sostegno di natura psicologica e anche lavorativa. Sempre all'interno della sfera "sociale", tre volte all’anno viene organizzata dall’Avis, la raccolta sangue all’interno della struttura parrocchiale. Tuttavia la vera vocazione di una parrocchia è, al di là delle criticità del territorio, curare l’aspetto spirituale di una comunità e quindi la cura delle famiglie, delle giovani coppie e soprattutto dei più giovani. All’interno della parrocchia infatti vi è «un piccolo parco ben attrezzato con giochi che è divenuto un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie che lasciano i propri figli negli orari lavorativi, soprattutto nei mesi estivi». Ma anche per i più grandi non mancano le attività. Spiega ancora il parroco: «la nostra scuola calcio, che non vuole essere nulla di pretenzioso ma solo uno strumento per educare i ragazzi all’impegno e ai valori dello sport e della vita, è diventata una vera eccellenza». Molte in fatti le squadre che partecipano con successo a tornei a livello diocesano, organizzati anche grazie alla collaborazione dei papà. Infine prioritario, oltre alla catechesi per i più piccoli, è l’accompagnamento ai ragazzi che si preparano al matrimonio, con percorsi e incontri di preghiera dedicati.

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