«La tv produce gente illetterata che si esprime a grugniti. Non esiste più la gavetta. Ormai fanno morire il talento di inedia». Michele Mirabella dà sfogo alla sua rabbia parlando dei nuovi volti dello spettacolo. L'occasione è il quarto appuntamento della rassegna «Singolarità del femminile» - ospitata ieri al Teatro Argentina - dove la protagonista «rosa» è proprio una produttrice televisiva e giornalista, Matilde Bernabei. Sia chiaro, nessun attacco personale nei confronti della collega, accompagnata per l'occasione dal marito Giovanni Minoli . Anzi, sui due temi maggiormente trattati, le opinioni degli ospiti sono coincise. Innanzitutto priorità del nuovo governo che per la Bernabei «deve essere assolutamente il lavoro, sia per i giovani che per le imprese». Più pessimista il conduttore di Elisir: «Lavoro certo, ma non mi aspetto nulla. Quel che più spaventa è la rassegnazione a non trovarlo. L'accidia collettiva è pericolosissima». Alla domanda della moderatrice Emilia Costantini sulle quote rosa, è decisa la Bernabei: «Può essere anche giusto, penso però sempre alla centralità della competenze. L'importante è la voglia di mettersi in gioco». «Arriveremo al punto che bisognerà fare quote celesti» conclude scherzosamente Mirabella, che ricorda poi i tanti casi, come il Ruanda, dove le donne hanno preso in mano le sorti di un paese.
Mirabella: «Il talento muore di inedia»
«La tv produce gente illetterata che si esprime a grugniti. Non esiste più la gavetta. Ormai fanno morire il talento di inedia». Michele Mirabella dà sfogo alla sua rabbia parlando dei nuovi volti...
