Finisce dritta dritta in Parlamento l’incredibile vicenda dell’acqua all’arsenico a Roma nord (Municipi XIV e XV) e, soprattutto, sul ritardo con il quale le istituzioni locali hanno preso in gestione un evidente, e urgente, problema di salute pubblica. Ad aprire la guerra nel Palazzo più alto, la portavoce dei deputati Fi, Mara Carfagna con un’interrogazione ai ministri dell’Interno, Ambiente e Salute per sapere come il governo «intende intervenire al fine di tutelare la salute dei cittadini di Roma esposti, così come riportano da giorni gli organi di informazione, a elevati fattori inquinantì, dovuti alla condizione in cui versano gli acquedotti di Roma Nord, contaminati da dosi massicce di arsenico. È opportuno che il governo intervenga per fugare ogni dubbio e porre in essere quegli interventi, anche di carattere straordinario, che consentano il ripristino della normalità. Roma e i suoi abitanti non possono più continuare a subire - conclude la Carfagna - le conseguenze dell’inesperienza e del pressapochismo che albergano in Campidoglio». A sostegno della portavoce a Montecitorio tutti gli eletti di Fi in Campidoglio, come Davide Bordoni e il capogruppo Quarzo, alla Regione, con in testa il presidente Fi alla Pisana, Luca Gramazio. Oggi, in Aula Giulio Cesare, ci penserà anche il resto dell’opposizione di centrodestra che ha chiamato l’assessore competente, quello ai Lavori pubblici, Paolo Masini, a rispondere in Consiglio. E se la procura di Roma ha già aperto un’inchiesta, i consumatori scendono sul piede di guerra: «I cittadini sono preoccupati per la loro salute, ma sono anche molto arrabbiati, perché privati di un bene essenziale come l’acqua e costretti comunque a pagare bollette come se usufruissero del servizio idrico al 100% - attacca Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici - i cittadini non dovrebbero pagare per ciò che non usano. Ci batteremo per portare avanti questa battaglia, per ottenere il risarcimento delle tariffe idriche o comunque la sospensione delle bollette in tutti quei contesti in cui non è possibile usufruirne al cento per cento a causa della sua pessima qualità e delle alte percentuali di arsenico disciolti in essa». Il riarcimento di quanto pagato in effetti eviterebbe almeno di aggiungere la beffa al danno.
Acqua all’arsenico, ora il risarcimento bollette
Il ritardo del Campidoglio nel comunicare il divieto finisce in Parlamento. Fi scatenata. L’associazione Codici: ci batteremo anche per la sospensione della tariffa a carico degli utenti danneggiati
