«Se ne sono accorti solo ora che l’acqua non è buona? Sono almeno quindici anni che non è potabile». Per i cittadini del quartiere La Storta è «assurdo» il divieto di utilizzare l’acqua dell’Arsial, come predisposto dall’ordinanza del 21 febbraio scorso a firma di Marino. Qualcuno ammette perfino: «Io continuo ad utilizzarla». In alcune zone, come a Malborghetto, invece, l’acqua dell’Arsial non scorre più nelle case. La società ha provveduto a interromperne l’erogazione. Intanto, ieri sono stati distribuiti i sette container d’acqua dell’Acea previsti dal tavolo tecnico tra Regione e Comune di lunedì scorso. Ma le operazioni di posizionamento sono procedute a rilento, forse anche per colpa della forte pioggia che si è abbattuta nella periferia della Capitale. Per i cittadini di via Cherasco e via Ceva, nel quartiere La Storta, dove scorre l’acqua dell’Arsial dell’acquedotto Piansaccoccia «si sa da molti anni che l’acqua non va bene. Altrimenti perché pagheremmo appena 120 euro annui? - spiega un abitante di via Cherasco - Sulla bolletta non c’è mai stato scritto che l’acqua è potabile». «Il problema non è l’arsenico, ma i livelli batteriologici» aggiunge un altro abitante della stessa via. Eppure, c’è qualcuno tra i residenti del quartiere che ammette: «Io continuo ancora a utilizzarla. Come farei anche con gli animali e i terreni che ho». Proprio su via Cherasco, all’incrocio con via Ceva, ieri è stato posizionato un container d’acqua che è stato riempito da un’autobotte. Un altro è stato sistemato dagli addetti dell’Acea solo intorno alle 14 in via Giovanni Battista Paravia, nel quartiere Piansaccoccia, all’altezza del civico 454. «L’autobotte arriverà più tardi a portare l’acqua» spiega un tecnico, mentre si appresta a terminare le operazioni di posizionamento. Anche vicino all’entrata della scuola dell’infanzia di via Tragliatella 86 "L’isola felice", che si serve dell'acquedotto di Casaccia è stato messo un container, mentre sulla via Braccianense al chilometro 12.700, almeno fino alle 14.30 di ieri, nemmeno l’ombra. A Malborghetto, nel frattempo, da ieri mattina non c’è più acqua. O almeno, non quella dell’Arsial. C’è chi sta utilizzando l'acqua del pozzetto privato e chi, invece, ha fatto scorte di bottiglie al supermercato. «Da un giorno a un’altro l’hanno staccata» spiega Emilio Boccalini, che risiede a via Cornalba. Su via Arcore, all’altezza del passaggio a livello, è stata messa ieri una delle postazioni dell’Achea. «Come si fa a pensare di andare a riempire con le taniche?» si chiede Emilio. Anche ieri non sono mancate le polemiche contro il Campidoglio. Sveva Belviso, capogruppo del Nuovo Centro Destra, ha tentato di recapitare un «dono», una brocca d’acqua con l’immagine di un teschio proveniente da un’abitazione di via Tragliatella, al primo cittadino Ignazio Marino, ma è stata bloccata dal suo ufficio stampa. «Il sindaco deve provare quello che i cittadini hanno subito per due mesi» ha detto la Belviso.
«Ce l’hanno data per anni. Noi la beviamo ancora»
A Roma Nord rabbia e stupore tra autobotti e rubinetti chiusi
