Roma Capitale

Ville Pontificie di Castel Gandolfo aperte al pubblico

Andrea Acalia.acali@iltempo.it La notizia dell’apertura al pubblico delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo era già trapelata a gennaio, quando Osvaldo Gianoli aveva preso il posto, come...

La notizia dell’apertura al pubblico delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo era già trapelata a gennaio, quando Osvaldo Gianoli aveva preso il posto, come direttore, di Saverio Petrillo, che aveva ricoperto l’incarico per 27 anni. Da sabato scorso i cancelli di quella che è stata la residenza estiva dei Papi a partire da Urbano VIII, nel Seicento, sono aperti a pellegrini e turisti per visitare il Giardino Barberini. Lo ha reso noto la Radio Vaticana. Le Ville sorgono su un’area di circa 55 ettari, più dello stesso Vaticano, concesse alla Santa Sede con i Patti Lateranensi del 1929. Lo scorso anno, proprio a partire dal 1. marzo, ospitarono il Papa emerito Benedetto XVI dopo la rinuncia al ministero petrino. Poiché Francesco ha chiaramente fatto capire che non intende concedersi vacanze, il nuovo Pontefice ha permesso che le Ville fossero aperte ai visitatori. Come spiegato dalla Radio Vaticana, «nel Giardino Barberini, quello più accessibile e anche meno conosciuto, si potranno ammirare scenari naturalistici ed archeologici: dal Giardino della Magnolia, al Viale delle Rose, dal Viale delle Erbe aromatiche a quello dei Ninfei, dal Piazzale dei lecci al Giardino del Belvedere. Nell’area della Villa Barberini sorgeva, con affaccio sul lago, la Villa dell’Imperatore Domiziano e il visitatore potrà sostare fra le rovine del Teatro imperiale o il criptoportico. Affacciandosi sul Piazzale Quadrato o sui giardini del Belvedere lo sguardo si aprirà sul Lazio fino alla linea azzurra del mare». Sarà possibile prenotare l’accesso attraverso il sito dei Musei Vaticani. Intanto ieri il Papa ha nominato il suo segretario mons. Alfred Xuereb numero due della Segreteria per l’economia, guidata dal prefetto card. Pell. Maltese, 56 anni, don Alfred era il secondo segretario di Benedetto XVI dal 2007 e lo aveva seguito a Castelgandolfo ma lo stesso Papa emerito ha poi suggerito al successore di prenderlo come proprio segretario. E così Xuereb si è trasferito a Santa Marta per aiutare Papa Francesco, il quale - apprezzandone le doti umane e intellettuali - lo ha poi voluto come proprio «delegato» per le due Commissioni d'inchiesta istituite la scorsa estate, sullo Ior e sull'attività economica e finanziaria della S. Sede e della Città del Vaticano. Tra i vari interventi di ieri del Pontefice, da segnalare quello ai vescovi spagnoli in visita «ad limina»: «È importante - ha detto - che il vescovo non si senta solo, né creda di essere solo» ma si apra al confronto con gli altri «specialmente i suoi collaboratori più diretti, i sacerdoti» che ben conoscono il popolo di Dio «per il loro stretto contatto con i fedeli, con i loro bisogni e le loro preoccupazioni quotidiane». A S. Marta, invece, commentando il Vangelo, il Papa ha pregato per i religiosi: «Signore - ha detto - mandaci suore, mandaci preti, difendili dall'idolatria, dall'idolatria della vanità, dall'idolatria della superbia, dall'idolatria del potere, dall'idolatria del denaro».

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