Roma Capitale

Sul Salva Roma è scontro Renzi-Marino

Marino: "Se il governo non interviene subito blocco la città". Renzi: "Agitazione comprensibile, ma moderi i toni"

C'è tensione tra Palazzo Chigi e il Campidoglio. Le parole utilizzate da Marino contro il governo non sono piaciute a Matteo Renzi che in direzione nazionale del Pd ha affermato: "Domani il consiglio dei Ministri approverà un decreto sugli Enti locali per colmare il vuoto lasciato dal ritiro della norma cosiddetta Salva Roma. Il governo varerà un dl Enti locali e Salva Roma, ma dobbiamo anche noi abituarci ad avere un linguaggio diverso. Le preoccupazioni che ha esposto il sindaco Marino sono comprensibili, i toni che ha usato no". E' l'ultimo round tra i due dopo una giornata intensa passata tra interviste, dichiarazioni e comunicati stampa. "Da domenica blocco la città, le persone dovranno attrezzarsi perché Roma si ferma". Lo aveva annunciato il sindaco della capitale, Ignazio Marino, intervenuto alla trasmissione Mix 24 su Radio 24. "Il governo - ha detto rispondendo alle domande di Giovanni Minoli sul ritiro del decreto Salva-Roma bis - mi deve dare gli strumenti legislativi per poter risanare la città una volta per tutte, restituendo quei soldi che sono dei nostri cittadini". "Non ha senso chiedermi se me ne vado o no, se questi soldi non dovessero essere ridati - ha aggiunto Marino - io sono arrabbiato, e lo sono anche i romani. Dovrebbero inseguire la politica con i forconi. E' giunto il momento dei fatti. Io voglio governare responsabilmente Roma, dopo che per 50 anni sono stati dissipati dei denari. Il mese prossimo non posso non pagare gli stipendi a migliaia di dipendenti comunali, non posso vendere Acea..." Il Governo ieri ha ritirato il Salva-Roma a causa dell'ostruzionismo alla Camera della Lega e del M5S, dopo il già difficilissimo passaggio in Senato, nonostante il decreto fosse in scadenza il 28 febbraio. Sul Salva-Roma bis si basava l’intero bilancio 2013 del Comune di Roma, e senza un nuovo provvedimento non solo non è possibile definire il bilancio 2014, ma la Capitale andrebbe dritta verso il default. E il sindaco Marino verrebbe "commissariato" d'ufficio. Ipotesi rispetto alla quale il sindaco ha pensato anche alle dimissioni. "Se il mio compito dev'essere licenziare 4mila dipendenti comunali, vendere Acea ai privati, liberalizzare trasporti e rifiuti, e non fare nessuna manutenzione in una città che ne ha un disperato bisogno, allora dovrà occuparsene un commissario liquidatore, non io", ha detto. Per questo preme affinché il governo provveda subito a un nuovo testo contenente le disposizioni necessarie per scongiurare il rischio default per la Capitale, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. E minaccia di bloccare tutte le attività di Roma Capitale da domenica, se così non dovesse essere. "Si è mai sentito a Washington o a Parigi qualcuno che dice 'speriamo venga Nerone a bruciare la Capitale?' Così direbbero i francesi o gli inglesi della loro Capitale?", si è domandato il sindaco. Che ha ricordato: "Il 27 aprile si terrà a Roma un evento planetario, la santificazione di due Papi, e io ho promesso a Papa Francesco che avrei preparato tutto con cura. Se non ci sono le condizioni per farlo, dirò al governo che non ci sono le condizioni per fare il sindaco". Marino ha poi spiegato che "bloccare Roma significa esattamente che se non ho una norma che mi permette di scrivere il bilancio è come una famiglia che non sa se potrà avere lo stipendio a fine mese e non sa come pagare il mutuo. Io so che non ho il 90% dei soldi per comprare il gasolio per gli autobus: o li fermo lunedì o dovrò tirare a sorte quali giorni a farli funzionare".   «Irritazione» a Palazzo Chigi. L'ultimatum di Marino non piace al governo. Fonti di Palazzo Chigi spiegano che la minaccia ha irritato e non poco il premier e coloro che stanno lavorando per risolvere una situazione in cui il governo Renzi è semmai "parte lesa". "Non abbiamo creato noi questa situazione" spiegano. Nel frattempo al MInistero dell'Economia tecnici del dicastero e del comune si stanno confrontando per arrivare alla definizione del nuovo testo che dovrebbe arrivare domani sul tavolo del Consiglio dei ministri.    La risposta di Marino. "Mi sono fatto preparare dall'assessore al Bilancio, e tra poco sarà sulla mia scrivania, una tabella di tutto ciò che dal primo marzo non saremo più in grado di pagare - ha detto il sindaco al termine di una riunione nella sede Anci, indetta in merito al ritiro del decreto - Non si tratta soltanto del gasolio degli autobus ma anche degli asili nido e degli stipendi di 25mila dipendenti del Comune. Insomma - ha concluso Marino - la situazione è drammatica ma lo è diventata perchè il Parlamento ha trattenuto dal mese di ottobre due provvedimenti che dovevano essere convertiti in legge". In una successiva intrevista radiofonica ha spiegato che "Il Pd è tutto con me. Chi ha danneggiato Roma ed è contro la Capitale d'Italia sono la Lega e M5s, dovrebbero restare seduti quando c'è l'inno di Mameli, non sono degni di alzarsi in piedi". E sul governo ha detto di essere certo che "Delrio e il governo stiano lavorando per trovare una soluzione e nelle prossime ore e che producano atti legislativi che possano risolvere questa situazione".

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