Corruzione e falso ideologico in atto pubblico. Questa l’accusa ipotizzata dalla Procura di Roma che ha portato, ieri mattina, all’arresto dell’ex Capo della Polizia Locale, Angelo Giuliani, in carica fra il gennaio 2008 e la primavera 2012. Per la Procura, Giuliani avrebbe fatto ottenere irregolarmente un appalto assegnato alla società Sicurezza e Ambiente, che si occupava fino a poche settimane fa della pulizia delle strade dopo gli incidenti, indagini scattate a seguito di un’inchiesta de «Il Tempo». Proprio Giuliani, come riportiamo oggi negli ampi servizi delle pagine nazionali, in una telefonata intercettata dai magistrati etichettava i nostri cronisti come «cani rabbiosi». Silenzio assoluto su tutta la vicenda da parte del Campidoglio. L’unico a parlare è stato l’attuale Comandante, Raffaele Clemente, secondo cui «l’arresto dell’ex Comandante Generale della Polizia Locale è una notizia triste, che ricorda a tutta la città quanto il tema della legalità sia vitale per la salute e la sopravvivenza delle istituzioni». Clemente assicura che «la Polizia Locale è pronta a garantire la massima collaborazione nell’accertamento della responsabilità», che non ci sarà «nessuna caccia alle streghe» ma anche che si intende «innalzare il livello di attenzione, rafforzando ulteriormente il controllo e la trasparenza nella gestione di tutte le attività», applicando «con rigore» «la normativa anticorruzione». Ma cosa dicono i vigili urbani di tutta questa storia? Un misto fra indignazione, preoccupazione e ironia campeggia nel riservatissimo gruppo di Facebook Solo Polizia Locale, punto di ritrovo virtuale per migliaia di agenti. «Chi la fa l’aspetti - commenta un vigile, con diversi anni di servizio sulle spalle - del resto ci ricordiamo com’era salito lui al Comando Generale? Facendo le scarpe a Catanzaro (il suo predecessore, ndr) con il beneplacito di Walter Veltroni». Non pochi i commenti di condanna: «Hanno arrestato Giuliani, ma ai vertici del Corpo ci sono ancora tutti i compagnucci suoi, tipo l’ex autista. C’è pure un Nipote, con la ‘N’ maiuscola, che si fa il giro dei gruppi comandati dall’ex zio». In tanti, però, sono preoccupati della reputazione di tutti gli agenti: «Lui viene messo agli arresti domiciliari ma alla gogna mediatica ci va tutto il Corpo», afferma una vigilessa; e ancora: «Purtroppo nell’immaginario collettivo il discredito si estende a tutti noi». Alcuni riferimenti anche all’attuale Comandante: «Sarà contento Mister Twitter», oppure «l’indagine è risalente a molto tempo fa e lui stava ancora dove non lo potevano vedere». Una vigilessa, poi, giustamente afferma: «Ma non dobbiamo preoccuparci di questo ma di chi cavolo ci dovrà ripulire le strade da detriti e liquami!», visto che ora il servizio è in capo all’Ama che, per sua stessa ammissione, non ha i mezzi necessari per sopperire al servizio. Tanti, bisogna dire, i post che inneggiano all’ex comandante Carlo Buttarelli, successore di Giuliani e rimosso dopo un anno da Marino per far spazio a Clemente. Tra questi, il sindacalista Gabriele Di Bella (Fidael), che propone: «Clemente valuti l’opportunità di consegnare a Buttarelli la scuola del Corpo. Lui si che è un grande esempio per i ragazzi. Sbatterlo al mercato dei fiori sarebbe un regalo alle "zone grigie"».
«Giuliani agli arresti, il Corpo alla gogna»
Imbarazzo in Campidoglio sull’ex Comandante. Parla solo Clemente: una triste notizia
