Per piantarla definitivamente con il disastro ambientale, dieci anni dopo la contaminazione dei fusti tossici interrati arriverà una pianta assorbi-inquinanto per la Valle del Sacco. L’erba mangiaveleni fa parte della famiglia delle graminacee e possiede un apparato radicale in grado di scendere in profondità nel suolo, di consolidarlo e di togliere gli inquinanti lungo i 117mila ettari ancora da bonificare nel comprensorio che nel 2004 fu segnato da una concentrazione fino a duemila volte superiore ai limiti di legge per sostanze come cadmio, mercurio e piombo (responsabili dell'insorgenza di varie forme tumorali) e di beta-esaclorocicloesano. Gli esperimenti condotti presso i laboratori dell’Orto botanico dell’Università fi Tor Vergata hanno dimostrato che questa specie è in grado di assorbire più in fretta, e con maggiore efficienza rispetto ai metodi attualmente impiegati, sia i metalli pesanti che gli isomeri rilasciati da quel sottoprodotto usato nei decenni scorsi per realizzare l’insetticida «lindano» nell'industria chimica di Colleferro. Una bonifica naturale che potrebbe restituire terreni decontaminati alla Valle del Sacco nel giro di cinque, massimo sette anni. È questo il ciclo di tempo quantificato dai ricercatori di Tor Vergata, coordinati da Antonella Canini, che ormai sono alla fine della sperimentazione. Il progetto è ora al vaglio degli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura. E anche alla Pisana il consigliere regionale Riccardo Agostini (Pd) ha presentato una mozione per «elaborare un protocollo per la sperimentazione del progetto di bonifica della Valle del Sacco attraverso la messa a dimora di un impianto pilota di un anno». La Regione lo scorso anno ha esteso il programma di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica ad un ulteriore campione di 600 residenti a Colleferro e Ceccano. Segue lo studio eseguito nel 2012 su 502 residenti, che mise in evidenza «livelli significativi di beta-esaclorocicloesano in una popolazione nota per essere stata esposta a tale inquinante attraverso alimenti e bevande».
Pianta succhia-veleni per bonificare la Valle del Sacco
Per piantarla definitivamente con il disastro ambientale, dieci anni dopo la contaminazione dei fusti tossici interrati arriverà una pianta assorbi-inquinanto per la Valle del Sacco. L’erba...
