Roma Capitale

Internet e campane per i fedeli

Scout, pellegrinaggi e campi estivi. Insieme nel nome del Signore

«Le attività sono più o meno quelle che, nei diversi ambiti, si organizzano nelle altre parrocchie della città, ma ciò che fa la differenza sul fronte del sociale, da noi, è la Mensa dei poveri. Due volte a settimana, il lunedì e il giovedì, dalle 15.30 alle 19, è un grande evento gestito dai volontari, a carico dei parrocchiani, che con le loro offerte aiutano chi è in stato di indigenza». Monsignor Paolo Mancini, parroco dal primo Settembre alla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo di via Urbisaglia nel quartiere Appio-Latino, non ha dubbi. Quando chiediamo qual è il tratto distintivo della sua «nuova» parrocchia, eretta nel lontano 1937, dice la Mensa. La «Domus Caritatis» è un po’ un punto fermo della comunità da sempre: il modo di aiutare il prossimo concretamente, che di anno in anno cresce a livello di presenze. «Siamo arrivati ad oltre 400 pasti serviti a giornata. La frequentano soprattutto stranieri e senza fissa dimora, li accogliamo, i nostri fedeli acquistano viveri e il necessario per dare supporto reale a queste persone che la vita ha stretto nel dimenticatoio, facendo trascorrere loro una giornata di gioia e convivialità», spiega. Alcuni giorni della settimana sono proprio dedicati alla colazione e al vestiario di chi vive ai margini. Il tema della solidarietà, per la verità, nella parrocchia a due passi da via Gallia, con la rappresentazione dell’Annunciazione riprodotta nella facciata e con un gruppo Facebook utilizzato per scambiarsi le informazioni e come luogo di incontro, è una costante. La Carità, frutto di un annuncio positivo e di una celebrazione partecipata, è sostenuta, infatti, anche dal gruppo di volontariato Vincenziano, in collaborazione con tutte le realtà che operano nella struttura, formato da circa una ventina di consorelle laiche che hanno scelto il Carisma di S. Vincenzo, ancora attuale nei tempi moderni. Il Centro Ascolto Caritas dà sostegno alle famiglie del territorio alle prese con problemi in diversi settori. E, ancora, c’è il sito internet in fase di aggiornamento, con l’obiettivo di trasformarsi in uno strumento ancora più utile nel dialogo con il quartiere e di divulgazione delle iniziative a tutto campo. Sempre, però, da considerare come mezzo e non come fine. «Perché - come si spiega nelle pagine online - non è certo un mezzo di evangelizzazione diretta e resta sempre valida la scelta Conciliare della parrocchia». «L’evangelizzazione - si puntualizza - ha bisogno del contatto personale, esperienziale, carnale, per vivere i tre momenti fondamentali per ogni trasmissione della Fede: celebrare Gesù, il Crocifisso Risorto, annunciare Gesù mediante la Parola e l’insegnamento sempre vivo della Chiesa, testimoniare Gesù per mezzo dell’unità e l’amore fraterno verso tutti, senza esclusione di alcuno». Dunque, il sito «è un mezzo utile per conoscere la vita della parrocchia, le sue scelte teologico-pastorali ed il desiderio di vivere oltre se stessi». Poi ci deve essere il rapporto vero, quello in carne ed ossa, fatto di scambi umani che si intersecano nelle varie esperienze della comunità. A partire dal cammino neocatecumenale, dalla gestione dei vari gruppi di giovani e non, fino alla preparazione al matrimonio per le giovani coppie, ma anche la catechesi, l’Adorazione e l’animatissimo gruppo scout. Pellegrinaggi e campi estivi fanno anch’essi parte della partita: dallo spirito di condivisione partono le feste, le gite fuori porta, i momenti di svago in località religiose e non da ricordare. Con la volontà di imparare a stare insieme amando e rispettando la natura. Nel nome del Signore.

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