Roma Capitale

Ritmi e melodie messicani l’argento per i turisti e quattro piccoli musicisti

di Margherita Lombardo di Cumia Serata messicana in piazza Aldo Moro. Ad ascoltare i cantanti e musicisti sudamericani tanta gente, bambini felici, in piedi, attenti; un tabellone pubblicitario non...

Serata messicana in piazza Aldo Moro. Ad ascoltare i cantanti e musicisti sudamericani tanta gente, bambini felici, in piedi, attenti; un tabellone pubblicitario non riusciva a distrarmi pur ripetendo sempre le stesse cose: pasticceria Dolce Bontà, tarallini pugliesi, Holiday Bar, Eurolat, Ospedale. Un lampione sfacciato alle mie spalle mi bucava la nuca. Ma la musica è sempre vincente dovunque tu sia e il gruppo messicano ha vinto con le sue canzoni accese, il suo ritmo passionale e l'idioma iberico che di per sé crea un'atmosfera speciale. Da dove venivano i musicisti forniti di sciarpa coloratissima e largo sombrero? Da Tasco. Tasco 1961: un paese incantevole, poverissimo allora, ma pieno di cuore, di canti, di passione, di polvere e cactus, di sole bruciante. Quattro bambini scalzi, tristi e dolcissimi, addossati a un muretto di pietre, con una trombetta che si passavano di boccuccia in boccuccia, un organetto bucato e un flauto campestre ricavato da vimini. Quattro piccoli artisti, impossibile dimenticarli anche dopo cinquant'anni. E quei lontani anni perduti riaffiorano tutti in me cullati dai motivi famosi della tradizione messicana;tutta la serata ho sperato che almeno uno dei musicisti così folcloristici e vivi fosse uno di quei bambini: due di loro forse, uno di loro lo era senz’altro! Di colpo spariti 50 anni di vita; mentre li guardavo la fiancata del palco si dissolveva lasciando il posto alla parete, al loro rifugio infantile dove le note si univano alla fame e alla pazienza. Quel paesino tropicale tutto pietre e gerani, dove si lavorava l'argento per i turisti ma si rubava il pane per i nonni riviveva in un'ora di musica speciale. Gli anni passano veloci, ma i ricordi permangono e la memoria è l'unica ricchezza che nessuno ci potrà mai sottrarre.

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