«Prendiamo atto delle difficoltà gestionali dell’azienda, ma aspettiamo dalla proprietà un piano di riorganizzazione che tarda ad arrivare ed in assenza del quale pare impossibile un confronto serio sulle soluzioni praticabili per contrastare lo stato di crisi dell'Ospedale». Lo dichiarano in una nota le Rsa dell'Ugl Sanità Fatebenefratelli Isola Tiberina, Salvatore De Santis e Fabio Angelilli, «che riferiscono così l'esito dell'ultimo incontro tra la Direzione e le rappresentanze sindacali del nosocomio per un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori per la messa a punto del piano di risanamento e rilancio della struttura». Il giorno prima «una delegazione di 50 lavoratori si è staccata da una partecipatissima assemblea organizzata unitariamente dai sindacati e ha occupato la presidenza del Fatebenefratelli Isola Tiberina, per dare un forte segnale di protesta contro le scelte che sta mettendo in atto il management dell'ospedale» aveva annunciato il segretario della Fp Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, dopo che l’altro ieri «c’è stato un tavolo aziendale da cui ci aspettavamo il piano di industriale di rilancio ma non c’è stata alcuna proposta seria». «Abbiamo dato la nostra disponibilità a discutere di un eventuale progetto di riorganizzazione dei servizi, a patto però - specificano i sindacalisti - che siano mantenuti i livelli occupazioni e non sia compromessa la qualità delle prestazioni erogate». «La Proprietà - aggiungono - ha accettato di convocare un tavolo di confronto e contrattazione, non solo "informativo", subito dopo il Consiglio di amministrazione dell'Ospedale che si riunirà il 3 marzo prossimo, nel quale sarà reso ufficiale anche il bilancio 2013. Auspichiamo così di avere a disposizione - concludono - tutti gli strumenti necessari per valutare non solo in che modo la proprietà intenda affrontare l’esposizione finanziaria dell’Ospedale e le perdite operative di esercizio ma, soprattutto, quali misure intenda approntare per l’organizzazione del lavoro».
Fatebenefratelli occupato «Serve un piano di risanamento»
«Prendiamo atto delle difficoltà gestionali dell’azienda, ma aspettiamo dalla proprietà un piano di riorganizzazione che tarda ad arrivare ed in assenza del quale pare impossibile un confronto serio...