«Ama è un’azienda sofferente, in affanno: abbiamo un indebitamento di 650 milioni di euro e le esposizioni con i fornitori sono di una cifra superiore a 150 milioni di euro». Così, il presidente e ad di Ama Daniele Fortini durante l’audizione di ieri nella commissione Ambiente di Roma Capitale. «Riguardo l’indebitamento, lo stress è fortissimo - aggiunge Fortini - con gli istituti di credito, un pool di 7 banche guidate da BNP Paribas. Ogni anno destiniamo 30 milioni di oneri finanziari per restituire il credito, risorse che sottraiamo agli investimenti». Situazione difficile ma sotto controllo, invece, per l’esposizione con i fornitori: «Li paghiamo dopo 250-260 giorni dalla scadenza della fattura, contro i 450 della Pubblica amministrazione - afferma Fortini - Non è poco, entro l’anno i fornitori sono pagati, senza allarmi nella gestione dei rapporti con loro». La «sofferenza» di Ama, per l’ex presidente di Federambiente, è dovuta alla «tenaglia che si è venuta a creare con la chiusura di Malagrotta, che costringe a esportare rifiuti entro i confini nazionali, e con gli oneri della differenziata». «La prossima settimana ci sarà un confronto di Ama con i Municipi, insieme all’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Estella Marino. Incontreremo i presidenti sia dei territori dove è già partita la raccolta, per capire come affinarla, sia di quelli dove non è ancora iniziata- Ha detto Fortini -Ragioneremo nei municipi e con i municipi - ha spiegato Fortini - finora verticismo e tecnicismo non hanno tenuto conto delle persone che vivono realmente sul territorio. Non vogliamo spacchettare Ama in quindici mini-Ama, per i conseguenti problemi di coordinamento, però alla base del dialogo con i municipi c’è il fatto che la raccolta differenziata ha successo quanto più è vicina al cittadino a cui si chiede di farla». «È grave che il 50% del parco veicoli dell’azienda rimanga fermo nelle officine per la manutenzione - ha sottolineato il Presidente Ama - Anche tenendo conto che a Roma il logoramento dei mezzi è più accentuato, il parco circolante a mio avviso dev’essere almeno dell’80%. Ci troviamo a questo punto anche perché il lavoro strutturale da fare negli ultimi anni è stato alleggerito». «Non capisco perché, se in Germania e in Olanda - ha concluso - il costo dello smaltimento dell'imballaggio è sostenuto al 100% dai produttori in base al principio che chi inquina paga, in Italia il 35% lo pagano i produttori e il 65% i cittadini. Bisogna pensare a intervenire su questa situazione».
Fortini: «Debiti per 650 milioni, esposizione da capogiro»
«Ama è un’azienda sofferente, in affanno: abbiamo un indebitamento di 650 milioni di euro e le esposizioni con i fornitori sono di una cifra superiore a 150 milioni di euro». Così, il presidente e...
