Roma Capitale

Porte sempre aperte alla carità

La chiesa più antica di Centocelle punto di riferimento per tutti

Sette sacerdoti, tre diaconi e circa 35mila abitanti per quella che è una delle più grandi parrocchie, dal punto di vista dell’estensione territoriale e del numero di parrocchiani, della Capitale. La parrocchia San Felice da Cantalice è infatti tra le prime sorte nel quartiere Centocelle ed è un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie della zona, romane, ma non solo. Questo quadrante est di Roma, infatti accoglie una moltitudine di etnie, culture e religioni diverse che negli anni ha cambiato la connotazione del quartiere, inizialmente popolato da italiani immigrati dal centro Italia. La parrocchia con queste diverse realtà (molte delle quali hanno una rappresentanza istituzionale in Municipio) intraprende numerosi scambi. «Tanti quanto le nostre energie ce lo consentono», afferma sorridendo padre Marco Gaballo, vice parroco. E di energie per mandare avanti una moltitudine di attività come quelle che ogni giorno prendono forma in parrocchia, ne occorrono molte. Sono, infatti, molti i gruppi e i movimenti che operano all’interno della parrocchia: dal movimento di Rinnovamento nello Spirito Santo, al Cammino Neocatecumenale, fino ai presepisti e all’Ordine Francescano Secolare. Un gruppo quest’ultimo di laici, cittadini, lavoratori e padri e madri di famiglia che ha come particolarità quella di ispirarsi alla vita e al messaggio di San Francesco. «Molto dinamico e molto attivo», a testimonianza della grande partecipazione delle nuove generazioni anche dopo il conseguimento dei sacramenti, è il gruppo giovani, da poco rientrato da un pellegrinaggio in Terra Santa. «La tendenza generale dei ragazzi - spiega padre Marco - è lasciare la parrocchia dopo la Cresima, qui da noi invece molti decidono di restare e di mettersi a disposizione della comunità». I giovani possono inoltre esprimere il proprio talento e la propria creatività anche attraverso il gruppo teatrale chiamato "I felicemente attori". Questi ragazzi reinterpretano sia i grandi classici della commedia, sia mettono in scena rappresentazioni scritte da loro stessi. Presenti nel territorio e collegate alla parrocchia anche i tre monasteri di suore che lavorano nell’ambito dell’educazione, della formazione scolastica e della carità e assistenza agli anziani. Proprio la carità è un aspetto molto curato dalla parrocchia. «Anche dalla moschea (la seconda più grande di Roma) - spiega il diacono Girolamo Furio - arrivano non poche famiglie islamiche che chiedono aiuto e noi siamo ben lieti di renderci utili anche ad altre comunità». Le attività di carità, grazie anche all’opera della San Vincenzo, prevedono quindi un centro d’ascolto, la distribuzione dei pacchi alimentari tre domeniche al mese e di vestiti. «Una vera e propria rete - prosegue il diacono - dove ognuno mette a disposizione dei bisognosi le proprie competenze e le proprie conoscenze, se c’è qualcosa che possiamo fare, la facciamo». Ma il vero scopo delle attività caritatevoli è uno e ben preciso: «Alla carità è necessario che partecipino tutti - sottolinea Girolamo - non ci sono i professionisti della carità, non è prerogativa di alcuni eletti. Tutti i battezzati seguendo il messaggio di Gesù possono praticarla, è il modo più giusto per crescere come comunità Cristiana e per riappropriarsi della vera caratteristica della Chiesa». Infine, la parrocchia san Felice da Cantalice è anche la chiesa di Sua Eminenza Luis Antonio Tacle, creato Cardinale da Benedetto XVI il 24 novembre 2012. «Il cardinale - conclude padre Marco - non manca mai di farci sentire il suo affetto e la sua vicinanza e, appena ha un po’ di tempo, viene volentieri a celebrare la Messa».

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