Carenza cronica di supplenti nelle scuole dell’Infanzia e negli asili nido: la situazione sta diventando insostenibile. C’è una scuola, in questi giorni, che ha denunciato ben 36 sezioni scoperte. Che equivale a dire il caos. Classi di venti, venticinque bambini accorpate, problemi di sicurezza e poi la didattica che va a farsi friggere. È la fotografia che emerge da un documento a firma congiunta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo gli incontri con l’Amministrazione di Roma Capitale sul come affrontare l’emergenza supplenti nelle scuole. «Possiamo affermarlo con certezza, continueranno a mancare le supplenze nei nidi e nella scuola dell'infanzia» fanno sapere «con seri rischi per la sicurezza dei bambini e del personale docente in spregio alla qualità del progetto pedagogico ormai annichilito». A seguito della rottura del tavolo delle trattative i sindacati si sono dati appuntamento per il 18 nella sede della polizia locale di via della Consolazione con i rappresentanti di tutte le scuole per organizzare il da farsi. Non si esclude il ricorso « a vie giuridiche» per garantire la sicurezza dei bimbi e delle lavoratrici. Ma perché si è arrivati a questa rottura? «Quello che ci ha proposto il Comune - spiega Giancarlo Cosentino della Cisl Fp - ha un vizio di base è cioè un preciso progetto di appiattimento dei modelli organizzativi che mira ad abbattere la libertà dell’attività didattica. In linea generale misure emergenziali come l’ipotesi di aumentare le ore delle supplenti o far fare straordinari alle insegnanti ci possono trovare d’accordo. Ma offrirle in cambio di interventi sui modelli organizzativi declarati a livello di contratto decentrato proprio no». Ma quanti supplenti mancano nella Capitale? «Almeno un migliaio che, sia chiaro, non significa mille stipendi in più ma una disponibilità più vasta di insegnanti e educatrici quando servono. I supplenti vengono pagati solo per le ore che lavorano». Quindi voi cosa auspicate per uscire fuori dall’emergenza? «Che non si neghi per motivi di risparmio il diritto all’educazione dei nostri figli. Per questo è necessaria la riapertura delle graduatorie supplenti in attesa di un nuovo bando. Dal comune, invece, abbiamo avuto solo idee decontestualizzate dai problemi veri». Di tutt’altro tenore invece la versione del Comune di Roma che secondo i sindacati non fa assolutamente nulla per arginare il problema della carenza di supplenti. «Di fronte alle difficoltà, da parte delle strutture municipali di assicurare giornalmente la sostituzione del personale assente nelle scuole dell’infanzia, ci siamo attivati per affrontare la situazione emergenziale - ha detto l’assessore alla Scuola Alessandra Cattoi - Si tratta di misure temporanee che proporremo anche agli assessori municipali. È importante che l’organizzazione scolastica garantisca la tranquillità delle famiglie e uno svolgimento ottimale del percorso educativo. Le nostre proposte vanno in questa direzione perchè potranno contribuire a contenere i disagi sin da subito». Il Comune ha spiegato che il pacchetto di misure può essere applicato, in via temporanea, fino al 31 maggio 2014. I collegi docenti, di concerto con il funzionario dei servizi educativi e scolastici, possono così, in completa autonomia, valutare la possibilità di richiedere al direttore del municipio l'applicazione di tale pacchetto. Ed ecco i punti del piano: incarichi di supplenza breve, straordinario retribuito, straordinario a recupero e accesso a una diversa articolazione e flessibilità oraria. In pratica «le supplenti incaricate copriranno l'intero turno di lavoro pomeridiano, di 6 ore, anzichè di 4,5 come previsto attualmente. Le insegnanti potranno effettuare 3 ore di straordinario retribuito, una volta a settimana, in caso di necessità di sostituzione, anticipando l’orario di entrata nel caso di turno di lavoro pomeridiano oppure posticipando l'orario di uscita». La rottura della trattativa tra Comune e sindacati preoccupa il centrodestra. Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Laura Marsilio dirigente nazionale che bocciano pure il piano del Comune nel quale «si evince il tentativo di smantellare il sistema virtuoso delle concessioni avviato insieme all'espansione del sistema pubblico del nido durante la precedente giunta di centrodestra».
Mancano mille supplenti, asili e nidi nel caos
Classi accorpate a scapito della didattica e a rischio sicurezza a causa delle graduatorie chiuse
