Il progetto della Sacra Famiglia di Nazareth come «Tempio parrocchiale della Sacra Famiglia» è legato alla stessa idea di San Giuseppe Manyanet, da cui è scaturita l’edificazione del ben più famoso «Templo de la Sagrada Familia» di Barcellona. «Un’idea nata riflettendo sui mali che affliggono la società e sui possibili rimedi, come la costruzione di un Tempio espiatorio a Lui dedicato e costruito mediante la "carità" degli spagnoli…». Nel 1962, quando venne istituita la parrocchia, non c'erano né l’architetto Gaudì e neanche i fondi per progettare e un’opera grandiosa come quella di Barcellona, ma l'entusiasmo, soprattutto da parte dell’allora parroco P. Magino Morera, fu grande e servì a superare sia le difficoltà economiche sia la scelta del progetto. Ci teneva a ribadire che il Tempio della Sacra Famiglia di Nazareth a Roma doveva essere luogo scelto in particolar modo per espiare i peccati che si commettono contro l’ identità della famiglia. E quindi le iniziative della parrocchia devono perseguire essenzialmente questo fine. Tale volontà è stata più che esaudita. La parrocchia Sacra Famiglia di Nazareth a Centocelle che ha festeggiato il 50esimo anniversario, concentra la maggior parte delle attività per l’assistenza alle famiglie, che devono formarsi o in difficoltà. Ogni weekend il parroco P. Sergio, insieme a volontari incontra le coppie di giovani e meno giovani, di sposati e fidanzati per giornate aggregative volte alla preghiera, alla formazione cristiana, alla presa (o ripresa) di coscienza del Sacramento del matrimonio. Sono molti i consulenti matrimoniali e gli psicologi che collaborano con la parrocchia per incontri individuali e di coppia rivolti a chi «vuole rafforzare la propria relazione» e a chi è alle prese con gli inevitabili ostacoli che, con tempo, nascono nei rapporti di coppia. Ma Centocelle è un territorio particolare dove permangono determinate criticità: mancanza di punti di aggregazione, invecchiamento della popolazione, pochi servizi, e, per ultimo, un cantiere "infinito" della metro C che ha tolto un'anima al quartiere portando numerosi esercizi commerciali al fallimento, rendendo la quotidianità dei residenti ancora più difficile. Ed è anche qui che la parrocchia svolge un ruolo di primaria importanza con il suo spirito aggregativo e soprattutto con le sue attività caritatevoli. Molto attivo è il centro d'ascolto della Caritas e l’opera dei 20 volontari che visitano le persone più sole e aiutano concretamente con un sussidio mensile 20 nuclei familiari grazie alla raccolta fondi tra i parrocchiani. Inoltre due volte al mese, da 28 anni, vengono preparati 140 pasti completi da portare ai senza tetto alla stazione Tiburtina. Infine un grande orgoglio di don Sergio è il pranzo di Natale in Chiesa per a circa 300 persone. «Spesso si presentano in più di 400, ma facciamo in modo- sorride il parroco- che non sia un problema». Non solo carità quindi ma spazi ricreativi e aggregativi per i giovani e soprattutto una concreta possibilità offerta a questi ultimi di esprimere il loro potenziale. «L'oratorio - spiega P. Sergio- è il vero punto di riferimento della parrocchia. Le attività sono molte: dalla scuola calcio a 5, sia maschile che femminile, alla scuola di musica a cui prendono parte oltre 70 ragazzi. Infine la corale '100 note' dei bambini, il teatro e il progetto futuro di organizzare una banda ritmica». Tutte attività rivolte ai più giovani in quello che è il tempio dedicato alle famiglie. Perché sono proprio le nuove generazioni che creeranno le famiglie e quindi la società del domani.
Qui il matrimonio è una cosa seria
Alle attività caritatevoli si affiancano consulenti e psicologi di coppia
