Scuole sottodimensionate, si replica. Quest’anno saranno all’incirca una cinquantina gli istituti del Lazio che dovrebbero ritrovarsi con meno di 600 alunni. E di conseguenza per effetto della legge sul dimensionamento gli alunni che le frequenteranno non potranno avere un dirigente scolastico, un preside, tutto per loro ma «in condominio» con un’altra scuola. In realtà le «reggenze», di cui almeno una quarantina solo nella Capitale, sono ancora sotto osservazione. Parliamo di scuole che sono sotto di una cinquantina di alunni. Visto che le iscrizioni on line alle prime classi non sono ancora terminare potrebbe darsi che in chiusura riescano a raggiungere le 600 (e oltre) unità: in tal caso arriverà un preside. Magari nuovo di zecca direttamente dalla graduatoria dell’ultimo concorso. Ma questi, in generale, sono tempi duri, per i presidi di scuola. La categoria, dopo almeno dieci anni, è tornata sul piede di guerra. Oggi i 700 dirigenti scolastici laziali, insieme ai colleghi delle altre regioni, sono in sciopero. Cisl Uil e Snals Confsal hanno in programma una manifestazione alle ore 11 davanti al Ministero dell’Istruzione a Trastevere. «Già come dirigenti statali noi del settore cinque abbiamo sempre avuto un trattamento speciale, ma adesso ci sentiamo presi in giro» spiega Maria Rita De Santis responsabile Snals Confsal Lazio. In pratica «il nostro stipendio si attesta sui 2500 euro netti mensili - continua De Santis - mentre un dirigente d’altra fascia ad esempio ministeriale prende 150.000 euro lordi all’anno, circa 7000 al mese. Adesso ci vogliono pure tagliare i contratti regionali, una voce presente in busta paga come Ria (indennità di risultato) e che, tra l’altro, è pensionabile». Dunque cosa succederà al vostro stipendio se si mette in pratica la sforbiciata? «Una decurtazione di 250 euro al mese, stiamo parlando di tremila euro all’anno». Neanche un mese fa c’era stato il tentativo di togliere ai docenti gli scatti di anzianità del 2014 portandogli via 150 euro al mese: non ci sono riusciti. Adesso ci provano con voi? I dirigenti sono diminuiti di 3.000 unità rispetto al 2008 (meno 31%) e comunque riescono a gestire lo stesso sistema scolastico, questo taglio di stipendio non sembra quasi una punizione? «In questa vicenda ci sono delle ragioni che sfuggono alla nostra comprensione. Secondo me come al solito si sta applicando la regola del due pesi e due misure. Per le ritenute sei dirigente, per un adeguamento della retribuzione che è forse la più bassa di tutte non lo sei più». Ma perché tagliare proprio il Ria? «Si tratta di fondi regionali che vengono calcolati annualmente in base al numero dei dirigenti in servizio in ogni regione Il Ministero ha intenzione di bloccare i contratti sia del 2012 che del 2013». I presidi cosiddetti reggenti percepiscono una retribuzione più alta? «È giusto, hanno un notevole aumento di responsabilità per il quale hanno un indennità al netto di 350 euro. Alla fine non so neanche quanto convenga perché il lavoro, già oneroso per una scuola, raddoppia». Quante ore lavora di media un preside d’istituto? «Sicuramente più delle 36 ore di contratto. Faccio un esempio pratico. Sono preside e sono entrata a scuola stamattina alle 8.45. Non ne uscirò prima delle 18. Ci sono degli appuntamenti in cui siamo insostituibuili come le riunioni di bilancio e quelle delle autonomie» Poi ci sono i consigli di classe? «Quello è il lavoro vero, quello che siamo chiamati a svolgere e che, mi creda, facciamo volentieri».
Cinquanta scuole senza preside
Con meno di 600 alunni hanno un reggente in «condominio» con altro istituto
