Roma Capitale

Dieci giorni per superare la corsa a ostacoli

Valentina Lo Russo Mamme romane armatevi di santa pazienza, ma soprattutto non disperate. Entro il 10 marzo vostro figlio sarà regolarmente nelle liste di attesa del Comune di Roma per l’iscrizione...

Mamme romane armatevi di santa pazienza, ma soprattutto non disperate. Entro il 10 marzo vostro figlio sarà regolarmente nelle liste di attesa del Comune di Roma per l’iscrizione al nuovo anno scolastico, forse. Peccato che ad aspettarvi c’è una sorta di corsa a ostacoli virtuale. Che noi abbiamo provato a fare. E abbiamo impiegato dieci giorni per arrivare al traguardo. Primo step: ci siamo collegati al sito del Comune, elenco servizi, servizi scolastici, offerta scolastica. Fin quì, tutto ok. Pagine intere di spiegazioni, ragguagli, precisazioni. Neanche fosse un concorso pubblico. Poi, come d’incanto è apparso il link «domanda on line», un miraggio. Poi la sorpresa: «Il servizio web per l’inserimento della domanda on-line è accessibile ai cittadini identificati al Portale di Roma Capitale». In altre parole chi vuole accedervi deve essere un utente riconosciuto. Chi lo ha già fatto in passato non deve far altro che ricordarsi la password, chi invece è stato così sprovveduto da dimenticarla dovrà fare una nuova richiesta. Lo abbiamo fatto. Una volta entrati in possesso della password siamo entrati nell’area riservata e solo a quel punto è cominciata la vera avventura. Si è aperta una schermata che spiegava il percorso da seguire per diventare ufficialmente un cittadino registrato: sono 11 punti. Si richiedeva di inviare via fax o via mail un documento per il rilascio delle credenziali (username, password e Pin per l’abilitazione all’uso dei servizi del Portale di Roma Capitale) ma non prima di aver firmato il contratto di adesione al servizio. Domanda. Come si può firmare un documento on line? Bisogna essere in possesso dello scanner, ovvio. Chi non lo avesse può mandare la documentazione via fax o per posta ordinaria, rigorosamente corredata dalla fotocopia di un documento di identità. Abbiamo fatto anche questo. Forza e coraggio. Eravamo solo a metà dell’opera. Roma Capitale si riserva infatti il diritto di analizzare la richiesta e solo successivamente invia le prime 4 cifre dell’agognato codice pin, con il quale è finalmente possibile entrare nel link della domanda on-line. Gioia pura. Appena arrivato il codice via mail siamo rientrati nel portale, poi nell’area riservata, digitato il codice e clicca su domanda on-line. Finalmente si è aperta la tanto desiderata schermata. Sette pagine fitte fitte da compilare di tutti i dati del richiedente, del bimbo e del nucleo familiare. Idea geniale (almeno una): la possibilità di salvare la bozza della domanda nel caso in cui ci si accorga di non avere a portata di mano tutti i dati richiesti (come il telefono del posto di lavoro del padre del bimbo o la partita iva etc). Compilati tutti i dati contrassegnati da asterisco, siamo arrivati al clic più atteso. «Invia al Municipio». La percentuale che il primo tentativo vada a buon fine è praticamente nulla. Guai a scoraggiarsi, bisogna solo riuscire ad interpretare le indicazioni in alto che spiegano dove sia l’inesattezza. Superato anche quest’ultimo ostacolo, abbiamo cominciato a vedere la luce. La domanda è arrivata al Municipio della scuola scelta. Ora la palla passa agli addetti ai lavori che dovranno stabilire le graduatorie. Non ci resta che pregare. Il nostro dovere era quello di provarci.

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