Colpo di scena nell’atteso vertice di ieri tra maggioranza e sindaco. Il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti ha infatti disertato il confronto. Un’assenza pesante ufficialmente dovuta a «imprevisti e urgenti problemi di famiglia». Un atto politico, invece, che la dice lunga sul vento che soffia in Campidoglio. Un vento che evidentemente inizia a non piacere al primo cittadino: «L’assenza di Coratti? Non ho nessun commento da fare, magari è andato a giocare a calcetto coi figli». Forse quello del sindaco è stato un auspicio, perché il numero uno dell’Aula Giulio Cesare non è ancora papà. La replica del diretto interessato la dice lunga: «Per me nessuna partita di calcetto. Spero però vivamente che con oggi e dopo otto mesi si sia concluso il torneo di bocce». Dopo il documento dell’area popolare democratica, della quale fa parte lo stesso Coratti, pubblicato proprio alla vigilia del vertice e nel quale si parla chiaramente di chiudere «l’era marziana», ad aggiungere pepe ci ha pensato un noto quotidiano che riportava, proprio ieri mattina, di un incontro tra Marino e l’ex sindaco Alemanno, nel quale il primo cittadino, sfogandosi, avrebbe detto che la colpa dell’immobilismo dell’attività amministrativa sarebbe di «Coratti e D’Ausilio». La smentita è arrivata puntuale (sia di Marino sia di Alemanno) ma non in tempo per evitare la frittata. E se Coratti ha scelto la linea dura, il capogruppo Pd, Francesco D’Ausilio, presente al vertice di ieri, lascia - per il momento - la porta socchiusa: «Tutte le riunioni come quella che si è tenuta tra giunta, maggioranza e presidenti di Municipio sono utili ma è importante che tutte le idee e gli obiettivi di cui si è parlato vengano poi tradotti in atti amministrativi. La nostra vera preoccupazione è che vengano innalzati i livelli dei servizi pubblici di questa città, a partire dalla manutenzione delle strade, ma pensiamo anche alla mobilità, al ciclo dei rifiuti e a tutto il settore del sociale». Messaggio chiaro anche da parte dei Municipi. I minisindaci hanno infatti ribadito non solo l’urgenza di avere fondi a disposizione, soprattutto per l’emergenza maltempo, ma anche di avere più poteri, a partire appunto dall’autonomia di bilancio. Il sindaco ha annunciato che incontri del genere si svolgeranno con cadenza fissa ogni 30-40 giorni. Una decisione politica certamente, ma di poca efficacia. Anche perché un rappresentante dei parlamentini locali partecipa di «diritto» a ogni riunione di giunta, con una rotazione tra i 15 minisindaci. Insomma, un po’ come la nomina dell’assessore Cattoi a coordinatrice di giunta, quando la giunta la coordina il sindaco e, in assenza, il suo vice. Segnali di un distacco tra politica e amministrazione, ovvero tra il sindaco, la sua squadra e i partiti che lo sostengono ancora ben distante dal colmarsi. Eppure, la riapertura del «caso Morgante», l’assessore al Bilancio che non ha firmato la memoria di giunta per lo stanziamento di dieci milioni di euro per fronteggiare l’emergenza maltempo, le dimissioni del capo segreteria Enzo Foschi, la Capitale ancora ferita dal nubifragio di una settimana fa, e un’attività amministrativa ancora drammaticamente ferma a otto mesi dalle elezioni, indicano che il governo capitolino è arrivato, finalmente, a un bivio. Calcetto o bocce, la partita - per i romani - è finita. Marino si ostina a non cambiare la giunta, inserendo elementi più politici (anche se l’arrivo del sottosegretario Legnini al posto della Morgante c’è chi lo dà per certo), il Pd continua a impantanarsi in una linea confusa che a volte cede a volte si ritrae, Sel al momento si limita ad osservare accelerando di tanto in tanto sulle tematiche più care, come il Registro delle Unioni civili, e persino la Lista Marino ha dato segni di fibrillazione. La linea tuttavia deve essere chiara: girare la chiave del motore amministrativo e partire o scendere dall’auto e tornare al voto. Crisi, maltempo, tasse, servizi non sufficienti attendono risposte. Tanti, diversi interessanti, i progetti indicati dal sindaco. Alla volontà politica di tutti i protagonisti trasformarli in realtà o, magari, utilizzarli per la prossima campagna elettorale.
Scontro frontale tra sindaco e Pd
Confronto tra giunta, Municipi e consiglieri. Aut aut di D’Ausilio: dalle parole si passi ai fatti
