Daniela Morgante scrive di suo pugno al presidente dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze e di fatto annuncia la sua chiusura della municipalizzata. O meglio, nella lettera datata 31 gennaio 2014, l’assessore capitolino al Bilancio avverte che il budget è pari a zero e, dunque, qualsiasi spesa sostenuta dal 1 febbraio in poi è a carico dell’agenzia e dei suoi vertici. Tutto come previsto, se non fosse che la delibera per l’internalizzazione dei servizi è bloccata in Assemblea Capitolina: ciò significa che al momento tutte quelle attività di prevenzione, assistenza e recupero nel campo delle tossicodipendenze di cui si occupa l’Agenzia per conto del Campidoglio, dalle lezioni nelle scuole alla gestione delle comunità, non sono più coperte da Roma Capitale. A questo punto, al presidente Luigi Maccaro ed al direttore generale, Massimo Canu, restano due strade da percorrere: mantenere aperti i servizi presentando in banca richieste di debiti fuori bilancio (a carico del Campidoglio, ma che potrebbero comportare responsabilità personali da parte dei due dirigenti) o serrare i lucchetti e mandare tutti a casa. I lavoratori in primis (180, ma in gran parte dipendenti del Comune), ma anche le decine di ragazzi ospiti delle comunità. Tutto ciò in attesa che l’Assise approvi la delibera e i servizi passino in capo al Dipartimento Politiche Sociali. La vicenda dell’Act è al centro di un duro braccio di ferro politico fra destra e sinistra sin dal giorno dell’insediamento del sindaco Ignazio Marino. Sel e buona parte del Pd punta a riportare i servizi in Dipartimento, mentre Fratelli d’Italia e gli ex An spingono per la sua conferma. In mezzo la competizione ideologica (pro o contro la legalizzazione delle droghe leggere) ma anche la gestione dei servizi da parte delle cooperative d’area. Proprio per questo, il capogruppo di Fdi, Fabrizio Ghera, ha presentato ben 13mila emendamenti alla delibera di internalizzazione, atto ostruzionistico che però la maggioranza ha girato a proprio favore, decidendo di discutere gli emendamenti uno per uno, sperando di scaricare poi la responsabilità politica della chiusura dell’Agenzia. «Assurda la lettera dell’assessore Morgante – commenta proprio Ghera - un atto del genere paventa l’interruzione di servizio pubblico, oltre all’interruzione dei 14 Servizi su 20 erogati dall’Istituzione, lasciando peraltro 120 persone senza lavoro».
Morgante docet. Niente soldi alle tossicodipendenze
Daniela Morgante scrive di suo pugno al presidente dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze e di fatto annuncia la sua chiusura della municipalizzata. O meglio, nella lettera datata 31...
