Roma Capitale

Malcontento a sinistra Traballa il trono di «re» Catarci

Dopo l’arrivo dei fondi-lampo per la nuova biblioteca agli ex Bagni Pubblici della Garbatella, la crisi di maggioranza nel Municipio VIII è davvero rientrata? I vertici locali di Pd e Sel, pur...

Dopo l’arrivo dei fondi-lampo per la nuova biblioteca agli ex Bagni Pubblici della Garbatella, la crisi di maggioranza nel Municipio VIII è davvero rientrata? I vertici locali di Pd e Sel, pur guardandosi ancora in cagnesco, giurano che non ci sono pericoli, però il centrodestra attacca ed è pronto a scommettere che lo scettro del minisindaco Andrea Catarci non sia poi così solido. Anzi. La scorsa settimana, infatti, l’occupazione dei locali di via Ferrati da parte di un gruppo di attivisti del centro sociale La Strada aveva mandato su tutte le furie gli esponenti democrat che, sospettando di una «regia occulta» del presidente movimentista, avevano ritirato consiglieri e assessori. L’incidente diplomatico è arrivato fino in Regione dove il vicepresidente Massimiliano Smeriglio ha sbloccato subito 1 milione per realizzare la biblioteca e convincere gli occupanti a ritirarsi. L’episodio, tuttavia, è subito apparso essere il classico casus belli: dietro il malcontento del Pd, a quanto pare, c’era un «eccessivo personalismo» da parte di Catarci, che ormai presiede dal 2007. Nel silenzio delle cronache, in questi giorni è seguito un sostanziale fermo dei lavori del consiglio municipale: un’Assise sul filo del numero legale e poi due capigruppo andate deserte per colpa della maggioranza. «Tutto rientrato - assicura il capogruppo Pd, Federico Raccio - C’erano delle cose da chiarire e abbiamo ricevuto massima disponibilità dal presidente Catarci. Le ultime capigruppo? Sono andate deserte per motivi personali: non viviamo del rimborso da consiglieri». Non crede a questa tesi l’opposizione: «Catarci per la prima volta in tanti anni traballa - spiega Franco Federici, capogruppo Ncd - ma la maggioranza così facendo sta bloccando i lavori. Se c’è crisi, deve essere alla luce del sole, i cittadini devono capire perché si tarda ad approvare atti importanti per il territorio». L’opposizione ha anche critica la «velocità» con cui sono arrivati i fondi per la nuova biblioteca: «In un’era in cui ci si mette anni per fare qualsiasi cosa - afferma il minisindaco - bisognerebbe essere contenti di tale celerità».

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