Roma Capitale

Dietrofront del sindaco: «Sì alle primarie del Pd»

FRASCATI Dietrofront. Quattro giorni dopo aver annunciato di non avere alcuna intenzione di presentarsi alle Primarie del centrosinistra ed aver duramente attaccato il suo partito , il Pd, il...

FRASCATI Dietrofront. Quattro giorni dopo aver annunciato di non avere alcuna intenzione di presentarsi alle Primarie del centrosinistra ed aver duramente attaccato il suo partito , il Pd, il sindaco Stefano Di Tommaso ci ripensa. E dice sì alle Primarie, come se niente fosse. Tirato per il bavero da Sel ma soprattutto da quel movimento «Io amo Frascati» nel quale si muove quel Mario Gori che nel dicembre 2012 arrivando dai banchi dell’opposizione salvò letteralmente la testa al sindaco, Di Tommaso insomma cede alle lusinghe.«Seguo ormai da diversi giorni, con sconcerto, rammarico e dispiacere, il susseguirsi delle notizie a mezzo stampa sulla importante vicenda della scelta, da parte del Partito Democratico di Frascati, di un proprio candidato sindaco per le ormai prossime elezioni amministrative», aveva detto il primo cittadino non più tardi di quattro giorni fa. Il pressing interessato di Gori, ma anche dei consiglieri Franco Posa, Pasquale Di Cicco, Paolo Ciuffa e Claudio Marziale ha dato i suoi effetti e così nel sommo compimento del proprio dovere verso i cittadini, Di Tommaso ha detto si. Il 9 marzo incontrerà sulla propria strada Roberto Mastrosanti, suo attuale assessore al Bilancio (che dunque implicitamente lo ha scaricato), Alessandro Spalletta, nuovo alfiere del Partito democratico tuscolano e quel Vincenzo Rossetti che dopo aver lanciato strali ed accuse di rappresentare la «politica con la p minuscola» al centrosinistra ha scelto anche lui – in extremis – di gettarsi nel medesimo agone. Comunque vada saranno primarie vere nel senso pieno della parola ed il vero punto interrogativo sarà la tenuta di una strana, stranissima coalizione dal 10 marzo in poi. Pur avendo tutti firmato il medesimo accordo di intesa elettorale, i protagonisti delle Primarie del centrosinistra appaiono oggi – a valle di posizionamenti e velenose dichiarazioni – distanti anni luce l’uno dall’altro. Certo è che nella conversione sulla via delle Primarie, il sindaco deve aver ben valutato l’alternativa di un’uscita di scena che, senza combattere, sarebbe stata oltremodo ingloriosa.

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