C'è chi consiglia il panpepato imperiale, chi la crostata di ricotta, magari con le amarene come da tradizione ebraica, tutti sono concordi però nell'affermare che la pizza bianca è il trionfo delle papille gustative e ognuno, a seconda del proprio appetito, la farcisce come e quanto vuole. Comunque il godimento del palato, e qui non si trascura certamente quello dell'anima, è garantito. Il forno/pasticceria Colapicchioni in via Tacito 78 esiste sin dagli anni ’70. Il signor Angelo ne è il fondatore e da tutti nella zona è considerato affettuosamente, con l'ufficialità e il rispetto che merita, «lo zio». Ha un grande sogno: che il suo «Pangiall'Oro», rivisitazione del noto pangiallo, dolce tipico laziale, venga conosciuto in tutto il mondo come emblema di Roma. Uva sultanina, miele, noci, mandorle, pinoli, nocciole, cedro e arancia canditi. Pistacchi, farina di mandorle, cioccolato fondente in gocce, cacao, farina di frumento, ostia. Danzano con l'amido di mais, acqua, oli vegetali. È un dovere assaggiarlo. Dalla ricetta di Marco Gavio Apicio, gastronomo dell'Antica Roma, descritta nel primo secolo dopo Cristo, nel suo «De Re Coquinaria», alla sublime realizzazione oggi di uomo determinato.
Pangiall’Oro, delizia classica laziale «rivisitata»
C'è chi consiglia il panpepato imperiale, chi la crostata di ricotta, magari con le amarene come da tradizione ebraica, tutti sono concordi però nell'affermare che la pizza bianca è il trionfo delle...
