«Un’elevatissima concentrazione di ammoniaca pari all’8.250%» superiore rispetto a quella di un altro campione che, anche questo, «evidenzia la presenza di una cospicua sorgente di contaminazione», poi «arsenico, nichel e manganese in concentrazione superiore ai limiti soglia» e «scavi pregressi che hanno portato alla luce rifiuti frammisti a terra». Già nel 2007 il dirigente Arpa Enzo Spagnoli, stando agli atti dell’inchiesta sui rifiuti trasferito all’Area Risorse Idriche poiché reputato troppo «rigido» nel valutare e controllare le attività riconducibili a Cerroni, tracciava un quadro inquietante di cosa si «nascondeva» sotto l’invaso di Testa di Cane, per il cui ampliamento non autorizzato solo tre giorni fa è stato rinviato a giudizio anche l’ex amministratore di Malagrotta, Francesco Rando. L’Arpa si muove in seguito ad un esposto del Comitato Malagrotta, che denunciava «una fuoriuscita di percolato che forma addirittura delle pozze a cielo aperto nell’area denominata Testa di Cane», precisando che «la suddetta area è esterna alla discarica e, a quanto è dato sapere, anche al polder di contenimento». Le fotografie allegate alla segnalazione, del resto, erano abbastanza eloquenti: «Il rischio concreto era che il percolato, in caso di pioggia abbondante, se ne andasse giù nel terreno – spiega Maurizio Melandri del Comitato – ma di quel procedimento non abbiamo saputo più nulla, tutto si è bloccato». Infatti i lavori, all’interno dell’area di Testa di Cane, sono proseguiti fino al sequestro ad opera dei carabinieri del Noe disposto solo nel 2011, nonostante appunto questa nota dell’Arpa che come detto già nel luglio 2007 informava un po’ tutti, Comune, Provincia, Regione, Asl RmD, Polizia provinciale e, per conoscenza, la Procura, dei valori sballati rinvenuti nel sottosuolo di Testa di Cane. Si sono prelevati diversi campioni, e dall’esito del sopralluogo le anomalie erano evidenti. In corrispondenza del luogo indicato nelle fotografie del Comitato Malagrotta si è notato «un terreno particolarmente umido rispetto alle adiacenze», segno che probabilmente «l’acqua» era stata drenata, mentre sul pendio del lotto E della discarica di Malagrotta, confinante, «si è notato un gorgogliamento di gas da un’emergenza di liquido che impregnava il terreno». . Oltre ad una concentrazione di «piombo e arsenico superiore ai limiti soglia», nei campioni «prelevati rispettivamente da una pozza profonda di liquido all’interno di Testa di Cane a circa 50 metri dal pendio del lotto E della discarica di Malagrotta e da un ristagno di liquido in prossimità del lato nord di Testa di Cane le analisi hanno posto in evidenza», a seconda dei casi, «una lieve contaminazione da ammoniaca», una «elevatissima concentrazione di ammoniaca pari all’8.250% che evidenzia la presenza di una cospicua sorgente di contaminazione». Fuori limite anche arsenico, nichel e manganese. L’ingegner Spagnoli, firmatario della relazione e che in qualità di responsabile dell’organo di controllo Arpa aveva già trasmesso comunicazioni di reato riconducibili alle società di Cerroni e relative attività, è stato infine spostato dall'Area Rifiuti a quella Risorse Idriche, sostituito nell’estate 2008 da Ermolli, considerato un fedelissimo dell’Avvocato.
I veleni di Malagrotta noti dal 2007
Il dirigente Spagnoli trovò alte dosi di arsenico nichel e ammoniaca
