Roma Capitale

Strisce blu per i residenti Isole pedonali Più bici (senza ciclabili)

Presentato il nuovo piano del traffico. Ma i fondi devono ancora arrivare

L'ultimo Piano generale del traffico urbano, del 1999, a distanza di quindici anni, è rimasto ancora in larga parte un libro dei sogni. Quello presentato ieri ai Musei Capitolini dal sindaco Marino ci sono buone possibilità che faccia la stessa fine. Almeno per i prossimi anni. Motivi? Fondi, obiettivi e tempi. Fondi I fondi ancora non ci sono, «devono arrivare», ma secondo l’assessore alla Mobilità Improta: «Il piano è modulare, ci sono tante cose che noi possiamo fare a costo zero, poi ovviamente ci sono progetti più impegnativi». Per questo si mira a fare cassa rivedendo la sosta tariffaria e cancellando quanto fatto dalla precedente amministrazione. L’intenzione è quella di abolire sia la tariffa giornaliera di quattro euro per sostare nelle strisce blu, sia quella mensile di 70 euro. Ufficialmente perché «hanno diminuito del 29% la rotazione delle auto». Nel mirino ci sono i residenti. «La nostra proposta è quella di far pagare le strisce blu ai residenti dalla terza auto per nucleo familiare - ha spiegato l’assessore Improta - Fondi che saranno investiti sul trasporto pubblico, su cui è incentrato il nostro piano, mentre in passato si è dato via libera alle auto private». Ad oggi il livello di uso del trasporto locale nelle ore di punta raggiunge solo il 28%. Obiettivo: arrivare al 34%. «Mi sembra una percentuale bassa se si dice di puntare sui mezzi pubblici - sottolinea Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - Vedremo i fondi destinati alla mobilità nel bilancio del 2014». Obiettivi Il sindaco Marino li ha elencati nel corso del suo intervento: «Aumento del 20% degli utenti e della velocità dei mezzi pubblici, riduzione del 50% dei decessi causati da incidenti stradali, realizzazione di un’isola pedonale in ogni Municipio, incremento delle corsie preferenziali, del bike sharing (previste 80 postazioni ndr) e del car sharing (da 120 a 360 auto ndr)». Grande attenzione per le biciclette: «Intendiamo passare dall’attuale 0,6% di ciclisti al 4% su base cittadina e al 10% nel centro storico entro 5 anni», anche se a oggi non si è visto un solo chilometro in più di ciclabili e i progetti sono gli stessi sbandierati, e mai realizzati, da decenni, a partire dalla Roma-Fiumicino. L’unico progetto in dirittura di arrivo, la pista ciclabile sulla Nomentana, (oggi la conferenza dei servizi), ha scatenato le ire delle associazioni presenti. «È una vergogna: in meno di 4 chilometri di pista ci sono 87 interruzioni» spiega Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma. Tempi Siamo ancora nella fase della «proposta». Per l’ultimo Piano generale del traffico urbano (PGTU), nel 1999, ci vollero 2 anni per completare l’iter. Numerosi sono i passaggi che devono ancora essere effettuati. Nell’ordine: adozione del piano da parte della Giunta, seconda fase di consultazioni, discussione nelle Commissioni consiliari, acquisizioni del parere dei Municipi, controdeduzioni delle osservazioni dei cittadini, integrazione tecnica in relazione alle osservazioni accolte, approvazione dell'Assemblea Capitolina. L’ultimo, e il più temuto, passaggio del lungo iter burocratico. Finalità Il Piano generale del traffico urbano presentato ieri «serve per confrontarsi, censire la domanda e individuare i problemi. È la premessa strategica al Piano Urbano della Mobilità» ha spiegato l’assessore Improta. Un concetto chiarito anche dall’assessore all'Ambiente Estella Marino «Stiamo lavorando di concerto con l’assessorato alla Mobilità per far sì che il PGTU porti a un Piano Urbano della Mobilità». Per vedere gli effetti concreti c’è tempo. Difficile ipotizzare che, a breve, possano diminuire i 135 milioni di ore che i romani trascorrono nel traffico nel corso di un anno.

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