In grande stile come ai tempi della Ventura. Solo che non stiamo in Rai, ma in parrocchia. A San Policarpo in zona Tuscolana, per l’esattezza. Dove realizzano «X-Parrock», alias l’X-Factor in versione spirituale. Complessi musicali di adolescenti, anche di altre parrocchie, che si sfidano a colpi di canzoni a tema. La prima serata si è svolta a dicembre ed è stato un successone, il prossimo appuntamento a metà febbraio. Argomento: la famiglia. Un’iniziativa nata come prosecuzione in forma più ampia, con l’aggiunta di sketch teatrali, di «Rock in the parrock», lanciata anni fa, così come raccontato da «Il Tempo». Ma c’è anche il percorso sui 7 vizi capitali: una volta al mese un incontro in parrocchia per giovani dai 23 ai 35 anni. Test somministrati per riflettere per 15 giorni a casa e l’Adorazione, con un momento di condivisione che negli ultimi tempi ha innescato un dibattito notevole, con parecchi teenager - gli stessi che sono impegnati in parrocchia - intenti a porre quesiti sui vizi della società moderna, chiedendosi se i famosi 7 vizi non costituiscano poi un retaggio storico. «Saranno i futuri catechisti», osserva il viceparroco don Giuseppe Conforti, che qui tutti chiamano Pino. Lui i giovani li conosce bene e conosce bene pure i loro luoghi preferiti. Laureato in economia e commercio, originario della provincia di Matera e trapiantato a Roma, ha scoperto la sua vocazione da grande. Prima, oltre a svolgere diversi lavori, organizzava feste nei disco-pub della Capitale. Poi la svolta, «anche se i segni della chiamata ci sono sempre stati». É stato ordinato lo scorso 21 Aprile da Papa Francesco: «Uno dei primi 10, anzi il primo», si corregge. E il suo «battesimo» è stato proprio la parrocchia di San Policarpo. 44 anni portati con solarità, con «l’unico rammarico di aver risposto così tardi alla chiamata». La parrocchia come l’ha accolto? «Ho trovato una bellissima comunità, ma soprattutto mi hanno colpito i tanti ragazzi che mi hanno accolto benissimo e il loro spirito»: una risorsa non indifferente per un quartiere che serve circa 40.000 abitanti. Ora è il responsabile dei ragazzini dell’oratorio, suddiviso per fasce d’età dai 4 ai 14 anni, che ha nella domenica il giorno clou, con oltre 300 ragazzi frequentanti e con collaboratori ventenni che si cimentano con l’esperienza di servizio, anche liturgico e sociale, insieme alla Caritas. Seguendo le linee guida del Cor. C’è, ancora, il gruppo di «discernimento vocazionale»: ragazzi dai 18 ai 22 anni aiutati a seguire la corretta via in fatto di scelte di vita, ascoltando se stessi. Dal corso di studi da intraprendere all0università alla professione o al matrimonio. Per non rimandare. In parrocchia, esiste un punto Caritas da anni gestito da adulti. Sotto l’indirizzo del parroco, don Alessandro, si aiutano le famiglie, soprattutto nell’attuale momento di crisi, tramite la raccolta di generi alimentari ed altro consegnati ai diretti interessati presso i loro domicili, in sinergia con le suore Pallottine, vicine alla parrocchia. I giovani, su questo versante, fanno esperienza "sul campo" alla Cittadella della Caritas a Ponte Casilino, gli scout - che sono tantissimi - vanno, invece, a far visita agli anziani della zona nelle loro abitazioni. La domenica prima delle Palme è stata calendarizzata la «Giornata della Carità», aperta alla generosità delle famiglie verso chi è meno fortunato. Importante l’attività teatrale (anche nell'oratorio, dove l'ultima performance è stata «Il canto di Natale» di Dickens) e c'è pure un corso di iconografia all'attivo. Poi, ogni sabato, la Polisportiva di calcio, formata da oltre 200 ragazzi. E i papà trasformati in allenatori.
Sfida di musica con «X-Parrock»
Il viceparroco prima della «chiamata» organizzava feste nei disco-pub
