Roma Capitale

Pronto soccorso, due milioni di accessi

Un milione, 960 mila 417 accessi nel periodo 2012 di cui circa il 7% in codice bianco (128mila), il 70% in codice verde (1mln e 360mila), il 21% in codice giallo (430mila) e il 2% in codice rosso...

Un milione, 960 mila 417 accessi nel periodo 2012 di cui circa il 7% in codice bianco (128mila), il 70% in codice verde (1mln e 360mila), il 21% in codice giallo (430mila) e il 2% in codice rosso (38mila). Questi i dati dello studio Prevale (Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari) pubblicato sul sito della Regione relativo al numero degli accessi nel 2013 nei pronto soccorso del Lazio e reso noto da un comunicato di Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute. Il dato più significativo in termini assoluti di accesso si ha nei due maggiori nosocomi di Roma, l'Umberto I e il San Camillo, dove si sono registrati rispettivamente poco più di 133mila e 90mila accessi, di cui il 15% in codice bianco (6% per il San Camillo), il 62% in codice verde (75% per il San Camillo), il 20% in codice giallo (16% per il San Camillo) e il 2,6% circa in codice rosso per entrambi i pronto soccorso. Relativamente ai tempi di permamenza nei pronto soccorso la »maglia nera« spetta al Sant'Andrea di Roma dove più della metà dei pazienti che hanno avuto un accesso al Pronto Soccorso registra un tempo di permanenza superiore alle 4 ore. Record negativo in questo senso è dato da altri due ospedali romani, oltre al Sant'Andrea, come il San Filippo Neri e Tor Vergata, rispettivamente con una percentuale di pazienti dismessi dopo le 48 ore del 5,17%, del 2,53% e del 7,77%. Una permanenza tra le 12 e le 48 ore è invece registrata per il 16,6% dei pazienti sempre al Sant'Andrea, per il 15,7% al San Filippo Neri, per quasi il 15% al Sandro Pertini. Per quanto riguarda i tempi di attesa, calcolati come la differenza tra l'ora di accesso al Pronto Soccorso e l'ora di presa in carico effettiva sempre il Sant'Andrea e il San Filippo Neri registrano che la metà degli accessi ha atteso più di un'ora tra l'arrivo al Pronto Soccorso e la presa in carico. «In generale, si riscontra purtroppo un dato molto lontano da quello standard raccomandato dagli studi di settore - spiega Santori - dinamica che in questi giorni sta emergendo in tutta la sua gravità nelle denunce provenienti dagli operatori e dagli stessi pazienti e che, di certo, non volgono a favore di una gestione sanitaria dignitosa, in particolare a Roma. Si tratta di numeri che cozzano con l'emergenza di personale medico e infermieristico insufficiente, con strutture inadeguate, con una gestione che vede operatori e pazienti insoddisfatti in uno servizio essenziali».

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