Roma Capitale

Ambulanze, è guerra al nuovo bando

La cooperativa dei "piccoli" accusa: criteri impossibili. Così si favorisce solo la Croce Rossa

Ombre sul nuovo bando regionale del servizio ambulanze nel Lazio, che «sembra favorire la Croce Rossa Italiana». La denuncia arriva dalla Cooperativa Croce Blu la quale, in consorzio con Croce Medica Italiana, Heart Life, Formia Soccorso e San Paolo della Croce, partecipa alla gara pubblica indetta il 17 gennaio scorso dalla Regione Lazio. In palio c’è la gestione triennale di 38 delle 74 postazioni sparse in giro per il Lazio, a cui fa riferimento l’Ares 118 per far fronte alle emergenze segnalate sul territorio. Quasi tutti gli stalli ad oggi sono in capo alla Cri, che per effetto dell’ultima riforma governativa sta vivendo una parziale privatizzazione. In particolare, la Croce Blu punta il dito contro il punto 9 contenuto a pagina 26 del Disciplinare di gara, che su 100 punti in palio ne assegna ben 85 all’offerta economica al ribasso, mentre lascia gli altri 15 alla «qualità tecnica dell’offerta», i cui parametri sono contenuti nel bando. Secondo Mariano Buttari, presidente della cooperativa, «chi già gestisce le postazioni può abbattere costi per diverse migliaia di euro al mese, costringendo i competitor a partire con l’handicap. Utenze telefoniche, utenze radio, strutture accessorie sono infatti di proprietà del gestore». Tutto ciò, oltre al fatto che sarebbe «palese la ripercussione sui lavoratori e sui relativi contratti: quante assunzioni "in nero" dovranno essere fatte per mantenere offerte economiche così basse e convenienti?». «La Croce Rossa Italiana - afferma ancora Buttari -a una storia e una competenza che non si discute. Però dal momento che verrà privatizzata, è giusto che anche nuovi operatori possano confrontarsi ad armi pari». Ma c’è un punto che infastidisce più degli altri gli "sfidanti": la gara attuale, infatti, è quasi una replica di quella indetta appena un anno fa dall’ex governatrice Renata Polverini e vinta proprio dalla Croce Blu. Appena insediatosi, però, il neo presidente Nicola Zingaretti prima bloccò gli effetti del bando per nove mesi e poi annullò tutto, «variando i parametri per l’aggiudicazione, sbilanciati nettamente i punteggi verso l’economicità del servizio». «Ancora non abbiamo capito - spiega Buttari - cosa ha rilevato di irregolare il presidente Zingaretti tanto da assumere un provvedimento così drastico che ora rischia di crearci dei seri danni economici». La "guerra fra titani" per le ambulanze nel Lazio si svolgerà essenzialmente su due lotti: il primo da 30,7 milioni, relativo alle province di Roma, Rieti e Viterbo, il secondo da 37,7 milioni, che contempla i territori di Frosinone e Latina. All’interno del Comune di Roma Capitale, l’ambulanza deve essere dotata obbligatoriamente di tre operatori, nel resto della Regione ne bastano due. Ad oggi, il consorzio che "sfida" l’egemonia della Croce Rossa Italiana può contare su un piccolo esercito di 300 dipendenti e una flotta ambulanze totale di 395 vetture. Il servizio è gestito dalla Centrale Operativa dell’Ares 118, che smista le richieste di emergenza di volta in volta alle postazioni più vicine al luogo della chiamata, dando anche la priorità a seconda del codice di gravità delle segnalazioni.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.