Roma Capitale

Pubblica o privata, i vertici dell’Ipa vanno azzerati

«Il sindaco Marino riprenda possesso dell’Ipa. I dipendenti di Roma Capitale non ne possono più». Il grido di allarme arriva dal Arvu (Associazione Romana Vigili Urbani), e dal suo presidente Mauro...

«Il sindaco Marino riprenda possesso dell’Ipa. I dipendenti di Roma Capitale non ne possono più». Il grido di allarme arriva dal Arvu (Associazione Romana Vigili Urbani), e dal suo presidente Mauro Cordova. Come riportato domenica da Il Tempo , infatti, il consiglio d’amministrazione dell’Istituto di Previdenza e Assistenza dei dipendenti comunali, nell’agosto scorso ha proceduto ad una privatizzazione di fatto, attraverso una proposta di statuto che dovrebbe passare dall’Assemblea Capitolina, ma che di fatto sembrerebbe già effettiva da una sentenza del tribunale del lavoro del 25 novembre 2013 a sancirne l’autonomia dal primo cittadino. La notizia, tra l’altro, arriva dopo un periodo di commissariamento dell’Ente e quasi 10 anni passati fra scandali relativi a stipendi d’oro, parentopoli e prestiti ai dipendenti operati ai limiti dell’usura. «Ci chiediamo – afferma Cordova - per quale motivo non si debba informare i dipendenti comunali dei vantaggi e degli svantaggi che subiranno se l’istituto rimanga con lo status di ente pubblico o associazione privata». Tutto ciò, a prescindere dal fatto che «deve essere il Sindaco a nominare tutte le cariche compreso il cda e ad assicurare il funzionamento dell’Istituto. Al contrario qualora assumesse lo status di associazione privata non profit, qualcuno dovrà farsi carico di tutte le suindicate spese». L’Istituto svolge dei compiti molto delicati per i dipendenti pubblici, come ricorda lo stesso presidente Arvu: «Con le cattive gestioni del passato, non pochi sono finiti nella rete degli strozzini. C’è anche chi ha tentato il suicidio e un congruo numero di dipendenti comunali e vigili urbani si sono trovati con buste paga a zero, o addirittura in negativo». Cordova quindi chiede immediatamente «un provvedimento che decida finalmente il destino dell’Ipa. Qualora il Sindaco decida di farlo rimanere un Istituto Pubblico, allora dovrà azzerare tutte le cariche e rinominarle; se invece dovesse optare per lo status di associazione privata, si dovrà effettuare subito la modifica dello statuto approvato dai soci e indire nuove elezioni per avere un nuovo presidente e un nuovo direttore».

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