Roma Capitale

Primo soccorso a orario ridotto

La Asl ha deciso la chiusura di notte, nei festivi e nel fine settimana

PALOMBARA Dalle 8 alle 8. Non è una trasmissione sulle estrazioni del lotto, anche se, dal primo febbraio prossimo, i pazienti del Punto di primo intervento di Palombara dovranno confidare nell'incolonnamento di un terno secco per poter accedere alla struttura: rigorosamente di giorno, purché sia feriale e mai festivo. Lo ha deciso l'Asl RmG che, a partire da sabato prossimo, limiterà l'apertura dell'ex Pronto soccorso «dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20, con esclusione dei giorni festivi e prefestivi infrasettimanali, con il ricorso, per le emergenze, al medico di continuità assistenziale tramite chiamata alla centrale di ascolto o, in alternativa, con un medico ospedaliero in regime di reperibilità». Contro la delibera il sindaco di Palombara, Paolo Della Rocca, ha già inviato un'ordinanza all'azienda sanitaria per chiedere il ripristino degli orari precedenti. Anche perché la limitazione «è in palese contrasto con il Decreto 80, che indica il Ppi di Palombara organizzato a copertura delle 24 ore - denuncia il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Storace, in un'interrogazione al governatore Nicola Zingaretti - Una decisione sconsiderata in una struttura già penalizzata dalla chiusura del laboratorio analisi». Sono rimasti, infatti, solo una decina di ambulatori ancora attivi al «Santissimo Salvatore», che ora è un incastro a triangolo di 3 diversi puzzle, ognuno dei quali ha però tessere mancanti. Il moncherino del primo, abortito ampliamento estende, infatti, le propaggini di pilastri arrugginiti fin dentro i 7 piani (dei quali uno, il terzo, mai finito) dell'ex ospedale ormai svuotato, innestato a sua volta nei 3 piani dell'ala rosa, in gestazione da 8 anni. Lì, secondo il progetto-pilota del 2006, avrebbe dovuto aprire la prima Casa della Salute del Lazio, invece il cantiere è ancora aperto, costato finora 6 milioni e 918 mila euro. «Dal 2006 ci hanno tolto l'ospedale per riconvertirlo in una struttura che ancora non c'è, neanche adesso che la Regione inizia ad aprirne altre di questo tipo altrove - protesta il presidente del comitato sabino, Adriano Curci - In 8 anni siamo passati da progetto-pilota a fanalino di coda. E dire che Zingaretti, quand'era presidente della Provincia, votò una mozione che chiedeva alla Polverini l'immediata attuazione della Casa della Salute di Palombara». Nell'Asl Rm G anche un altro decreto del governatore, quello che trasferisce all'Angelucci di Subiaco 40 posti letto degli ospedali psichiatrici giudiziari (chiusi per legge dal prossimo aprile) è contestato da una petizione. «Chiediamo la revoca del decreto - scrive il comitato spontaneo No Opg - e l'istituzione per legge di un ospedale per zone disagiate».

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