A Ponte galeria torna la protesta delle bocche cucite. Tredici marocchini, ieri sera, si sono cuciti le labbra in segno di protesta contro le condizioni e i tempi di permanenza nel Cie. Hanno deciso di iniziare la protesta-choc dopo aver saputo che altri connazionali, arrivati in Italia con loro, sono stati dismessi dal Cie di Caltanissetta dove si trovavano, mentre loro sono ancora costretti alla detenzione del centro di accoglienza di Roma. Lo hanno fatto con pezzettini di ferro, con cose che hanno a disposizione, dopo aver iniziato lo sciopero della fame ieri mattina. Secondo quanto viene spiegato, le 13 persone in questione non possono essere dismesse perché richiedenti asilo e ancora in attesa della pronuncia della commissione competente. Due di loro vogliono rimanere in Italia per unirsi alle loro famiglie. Altri sette avevano già partecipato alla protesta di dicembre scorso. In nove sono giunti a Lampedusa dalla Libia a bordo di un gommone e poi dall'isola sono stati trasferiti a Ponte Galeria. L'ufficio del Garante dei detenuti del Lazio li aveva incontrati alcuni giorni fa e gli immigrati avevano espresso il loro disagio. “E' evidente che il tempo della politica scorre molto più lentamente rispetto a quello di queste persone, passate dal dramma di un'immigrazione difficile a luoghi con pochissima dignità come i Cie. Spero che dopo le promesse il parlamento approvi presto le norme necessarie a porre fine a questa vergogna”, ha affermato il Garante dei Detenuti del Lazio, Angiolo Marroni.
Ponte Galeria, gli immigrati tornano alla protesta-choc: in 13 si cuciono la bocca
Tredici marocchini ieri sera si sono cuciti le labbra per protestare contro le condizioni e i tempi di permanenza nel Cie
