Roma Capitale

Fortini all’Ama. "Ma è indagato, anzi no"

Il sindaco nomina il nuovo ad dell’azienda. Gli auguri di buon lavoro però non arrivano

La nota congiunta del sindaco Marino e dell’assessore all’Ambiente, Estella Marino, che annunciano la nomina di Daniele Fortini a presidente e amministratore delegato Ama, è arrivata quando il tam tam su probabili indagini a carico dell’ex ad di Asia, la società di raccolta rifiuti di Napoli, era partito da un paio d’ore. L’esperienza Strozzi infatti insegna. Così ai primi rumors sulla scelta di Fortini in molti si sono messi su google a caccia di notizie sul dirigente partenopeo. Un articolo di un’edizione locale dell’aprile scorso dava conto di un’indagine a carico di Fortini - che è presidente di Federambiente - e altri otto dirigenti, compreso il sindaco De Magistris per una vicenda di assunzioni proprio nella società dei rifiuti napoletana. A cadere nella rete, l’ex vicesindaco Belviso che spara subito una nota stampa. Stavolta però il Campidoglio ha giocato d’anticipo. Il procedimento a carico di Fortini, aperto dalla Corte dei conti, è stato infatti archiviato. Soddisfazione dunque dal Campidoglio sulla scelta dell’esperto che, tra l’altro, è stato anche consigliere delegato, guarda caso, della Publiservizi di Firenze e dirigente di Confservizi-Cispel Toscana. E al neo presidente Ama incassa anche un ringraziamento a mezzo stampa da parte del vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano che sottolinea come proprio grazie a Fortini la città sia uscita dall’emergenza rifiuti. Una "copertura" politica insomma oltre raccordo. Anzi, forse più fuori che dentro il Gra, considerato che anche stavolta il sindaco avrebbe tenuto «alla larga» consiglieri e assessori capitolini, quello all’Ambiente in primis. Non a caso a commentare, non la scelta con gli auguri di buon lavoro - cosa che era avvvenuta con Strozzi - ma la "svista" della Belviso sono il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo, il presidente della commissione Ambiente, Athos De Luca, e la consigliera Pd, Valeria Baglio. Un "benvenuto" particolare arriva invece dal capogruppo FdI, Fabrizio Ghera che tira dritto: «Solo qualche anno fa il nuovo presidente e Ad di Ama, nominato dal sindaco di Roma, aveva approvato la realizzazione di un inceneritore in provincia di Firenze scatenando l’ira dei cittadini. In questo senso l’indicazione di Marino rappresenta un grande passo in dietro rispetto ai risultati raggiunti in questi ultimi 2 anni sulla differenziata. Paradossale poi che per gestire i rifiuti di Roma Marino indichi un uomo che proviene dalla "terra dei fuochi"». Una scelta che non fa ben sperare per il segretario dell’Assemblea capitolina, Dario Rossin, mentre sindaco e assessore ribadiscono obiettivi indeferibili. «I capisaldi della nostra strategia sono chiari: no alla costruzione di termovalorizzatori, innalzamento della raccolta differenziata in città al 65% entro il 2015, realizzazione e avvio di impianti biodigestori anaerobici» dichiarano i due, sottolineando che «con la chiusura di Malagrotta, realizzata dopo oltre 30 anni e nonostante le perplessità di quanti pensavano di continuare a gestire i rifiuti a Roma riempendo una discarica finita nelle cronache giudiziarie, ora la priorità di tutta l’amministrazione comunale è esercitare un forte ruolo di indirizzo pubblico nella gestione del ciclo dei rifiuti». Ecco, un forte ruolo di indirizzo politico. Chi e come lo si debba esercitare tuttavia resta ancora un mistero.

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