«Pochi giorni fa il Battesimo da parte di Papa Francesco a Giulia, bambina nata da genitori non sposati in chiesa, ha fatto molto scalpore. Cose di questo tipo, tuttavia, in questa parrocchia sono all'ordine del giorno». Ci tiene a specificarlo don Francesco Giuliani, dal 2008 parroco della Nostra Signora di Coromoto a Colli Portuensi. Ci tiene a specificarlo perché la sua parrocchia è esattamente come il nuovo Pontefice vorrebbe che fosse la Chiesa: aperta a tutti. E per aprire le porte a una comunità composta da ben 27.000 parrocchiani, dove la partecipazione alla vita parrocchiale è molto intensa, ci vuole un grande spirito organizzativo e una forte abnegazione per i bisogni e le esigenze di un territorio decisamente variegato. Tutte caratteristiche che, a Don Francesco e alla sua «squadra» di vice parroci, collaboratori e (molti) volontari, di certo non mancano. Come accennato il territorio di competenza è molto variegato e, rispetto alle altre parrocchie di Monteverde, abitato sia dal ceto medio-alto, sia da quello più popolare, soprattutto nell'area dove sorge la chiesa di San Francesco di Sales (tempio sussidiario della parrocchia). La presenza di numerose famiglie in questa zona, contribuisce ad abbassare l'età media del quartiere. Ci sono gruppi di catechismo composti da circa 500 ragazzi. «Fortunatamente - dice don Francesco - molti di questi ragazzi continuano a frequentare la parrocchia anche dopo la Prima Comunione o la Cresima. Forse anche a causa del fatto che in tutta la zona non ci sono punti di aggregazione come cinema o grandi piazze. Qualunque sia il motivo, noi ci sentiamo molto fortunati». Una fortuna non da poco, per molti motivi. Uno su tutti è che da questo grande «serbatoio» di giovani sono usciti anche i 105 volontari che costituiscono l'anima della parrocchia. È grazie a loro che è possibile portare avanti le iniziative rivolte agli anziani (2 giorni alla settimana sono interamente dedicati alle attività ludiche, sociali e aggregative per la terza età), ai portatori di handicap (per 3 volte a settimana i volontari si prendono cura di una cinquantina di disabili) e alle attività di Caritas. Dal 2007 la parrocchia porta avanti anche il progetto «chicco di Senape». È un servizio di accoglienza e di cura verso le famiglie di bambini affetti da gravi malattie, non residenti a Roma, durante il periodo di ricovero presso ospedali romani, prima di delicate operazioni, la maggior parte delle quali, al cuore. «All’interno della chiesa di S. Francesco di Sales - spiega don Francesco - abbiamo messo a disposizione due appartamenti. Oltre a dare ospitalità a queste famiglie, per un periodo massimo di 2 mesi, i parrocchiani offrono anche assistenza e cure ai bambini malati, 24 ore su 24». E proprio la densità e l'eterogeneità del territorio, offrono la possibilità di diversificare le offerte e allo stesso tempo, di ottenere sempre risposte entusiastiche. Oltre al sociale, infatti, la parrocchia offre corsi di musica, di teatro e di filosofia e teologia rivolti a tutte le età. Quest'ultima è un'iniziativa partita in punta di piedi tanto era lo scetticismo sulle eventuali adesioni: «Il corso di teologia - racconta ancora il parroco - è tenuto da un titolare di cattedra all'Università Lateranense, quello di filosofia invece da un nostro parrocchiano. Quest'ultimo, quando partì il progetto, disse che con meno di 25 adesioni, non sarebbe andato avanti. Ebbene il primo giorno si presentarono in 50 e con il tempo il numero è cresciuto esponenzialmente».
Tanti volontari e porte aperte a tutti
Don Francesco: battezziamo molti figli di coppie non sposate in chiesa
