Il Comune chiude la porta agli esercenti che gli chiedono ancora una volta di bloccare tutti e 130 i piani di massima occupabilità che fissano i limiti per gli spazi dei tavoli all’aperto. Ma apre a singoli casi in cui si dovessero riscontrare errori tecnici nella stesura dei piani oppure possibilità di derogare al limite dei 3 metri e 50 imposto dai vigili del fuoco per far passare i mezzi di soccorso nelle strade dove insistono le occupazioni di suolo pubblico. I vigili hanno dato il loro ok, a patto che non sia una deroga che valga per tutti ma solo da applicare a singoli casi. L’incontro di ieri tra l’assessore comunale al commercio Marta Leonori e i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti ha ribadito che lo stop ai piani non esiste e non esisterà neanche allo scadere dei 60 giorni (vale a dire il prossimo primo marzo) concessi prima della loro entrata in vigore, così come non si potrà derogare ai diktat della Sovrintendenza quanto a cono di visibilità o decoro delle piazze, tanto meno al codice della strada che fissa paletti ben precisi alle dimensioni degli spazi all’aperto quando si tratta di passaggio dei pedoni, distacchi dal muro portante o dal locale antistante. Semmai si potrà discutere di fronte a casi di singoli proprietari di locali che si sono visti ridurre in modo drastico o addirittura togliere il loro spazio all’aperto perché magari non hanno i cinque metri richiesti per poter assicurare il passaggio dei vigili del fuoco e quello dei pedoni o che sostengono che le misure prese dai tecnici, che hanno poi decretato la fine della loro occupazione, siano state effettuate in modo non del tutto preciso. Insomma va da sé che si tratta di casi che rappresenteranno sì e no il 5-10 per cento del totale delle occupazioni ristrette o cancellate. Tant’è, l’assessore Leonori ha chiesto agli esercenti di raccogliere questi esempi e di portarglieli al prossimo incontro che non sarà convocato prima di una settimana, dieci giorni. «Faremo quello che ci ha chiesto l’assessore - spiega Saverio Ciccazzo in rappresentanza della Confcommercio Roma - ma è certo che se i margini per rivedere i presupposti dei piani di massima occupabilità sono così risicati dovremo trovare altre strade con l’amministrazione perché così non ci basta. Abbiamo anche fatto presente il deprezzamento che subiscono i locali ai quali viene tolto lo spazio all’aperto: perderanno almeno l’80-90 per cento del loro valore economico». Abbastanza soddisfatti dell’incontro si dichiarano dalla Confesercenti mentre la Lupe Roma, autrice della manifestazione di protesta sui pmo a ridosso di Natale, resta sul piede di guerra e non scongiura affatto una nuova «chiamata alle armi».
Mannaia sui tavolini, si tratta caso per caso
I proprietari dei locali con gli arredi esterni ridotti possono richiedere modifiche
