Commercianti, pubblici esercizi, laboratori artigiani. Su di loro grava come un macigno la tassa sui rifiuti, la Tares, che da quest’anno oltre a comprendere il costo puro e semplice per lo smaltimento dei rifiuti, prevede anche un’altra tassa relativa ai cosiddetti servizi. Ebbene nella capitale chi è titolare di un’attività commerciale sborsa anche fino al 300 per cento in più rispetto, ad esempio, ad un collega milanese. Il motivo? A lui non vengono applicate le detrazioni normalmente previste, o vengono applicate soltanto in parte, per chi lo smaltimento dei rifiuti se lo fa da solo e ha la sua attività in altre città. A fare i conti ci ha pensato la Cna che è partita da casi semplici, come quello di un falegname o di un idraulico o ancora di un carrozziere che dovranno fare i conti con la nuova tassa da quest’anno, che non peserà per loro tanto a livelli di aumenti rispetto allo scorso anno, quanto di disparità di trattamento rispetto a chi esercita in altre realtà italiane. E allora balza agli occhi, ad esempio, che nella capitale il totale di falegnami, idraulici e imprese similari che occupano una superficie produttiva pari a 1 milione e 295 metri quadri, pagano sette milioni di euro in più di tariffa dei rifiuti rispetto a Milano dove la categoria gode di una detrazione del 50 per cento sulla tariffa perché, appunto, lo smaltimento dei rifiuti se lo fa da sola. Per andare ancora di più nello specifico e dare un’idea dei costi, un laboratorio artigianale di 100 metri quadri di Milano versa all'azienda di raccolta rifiuti 435 euro l'anno contro i 1.664 euro che paga a Roma, vale a dire il 281 per cento in più. Il massimo delle differenze di trattamento si raggiunge con i carrozzieri. Sempre nel capoluogo lombardo questi godono del 60% di sconto sulla tariffa rifiuti. Se un carrozziere milanese versa 628 euro per la sua attività di 300 metri quadrati, per la stessa metratura a Roma se ne pagano 2 mila e cinquecento, il 297% in più. Da qui la richiesta al Comune da parte dell'associazione che rappresenta le attività artigianali: «C'è bisogno di un immediato riconoscimento di superfici non detassabili». A fare la voce grossa sono anche i commercianti e i proprietari di bar e ristoranti capitolini. Claudio Pica, rappresenta la categoria degli esercenti per la Confesercenti e tuona contro la Tares. «L'ennesimo balzello su una categoria ormai in ginocchio. Ricordo per chi avesse dimenticato che dal 2002 al 2013 l’aumento della tariffa rifiuti per i pubblici esercizi è stato del 130 per cento. Ho chiesto un incontro immediato all'assessore comunale al bilancio perché scongiuri ulteriori aumenti di cui si è sentito più volte parlare in questi giorni e che abbiamo visto riproposti anche per le utenze private». Gli fa eco Giuseppe Roscioli, presidente della Confcommercio Roma: «Si vedono sempre più negozi in liquidazione o promozione o ancora che ribassano tutta la merce del 60-70 per cento, il motivo sono le tasse che bisogna pagare, tra dicembre e gennaio è stato un salasso, le attività stanno continuando a chiudere e non mi sembra che la politica stia facendo nulla per evitarlo».
Rifiuti e servizi più cari del 300% rispetto a Milano
Commercianti, pubblici esercizi, laboratori artigiani. Su di loro grava come un macigno la tassa sui rifiuti, la Tares, che da quest’anno oltre a comprendere il costo puro e semplice per lo...