Roma Capitale

Presidio dei lavoratori licenziati dalla clinica

Proposta la riassunzione da parte di una cooperativa ma a condizioni più svantaggiose

ANZIO È iniziato domenica il presidio dei dipendenti della casa di cura Villa dei Pini di Anzio che la scorsa settimana ha licenziato 53 dei 178 dipendenti. La ditta Merinvest che gestisce la clinica ha inviato le lettere di licenziamento ai lavoratori che, da un giorno all’altro, si sono trovati senza impiego. Già nei primi giorni in cui le lettere erano state inviate, sul muro di cinta della struttura era apparso uno striscione con su scritto: «La Clinica vuole uccidere 53 famiglie». Lo striscione era stato apposto dai militanti di Casapound Italia di Nettuno che hanno preso a cuore la faccenda e che stanno cercando di aiutare i dipendenti ad avere giustizia. Linda Zaratti, una delle organizzatrici del presidio ha spiegato: «Si tratta di licenziamenti decisi adducendo la motivazione dell'esubero di personale. Ma i lavoratori hanno contestualmente ricevuto una lettera in cui venivano convocati presso una cooperativa di Pomezia che avrebbe ottenuto l'appalto per effettuare gli analoghi servizi resi dagli ex dipendenti. La cooperativa dovrebbe procedere all'assunzione di circa 30 delle 53 persone coinvolte. E le nuove condizioni contrattuali sono tutt’altro che favorevoli per i dipendenti». Romina è una delle lavoratrici della clinica. Lavora in cucina da 7 anni. Ha una figlia di 8 anni, invalida al cento per cento. «Insieme alla lettera di licenziamento – spiega - ci è arrivata anche la convocazione per il colloquio con la cooperativa che deve assumere personale per la clinica. Una cosa assurda. Dopo aver lavorato anni e anni, dobbiamo anche essere selezionati per riavere il nostro lavoro e con condizioni contrattuali peggiori». Giovanni, 36 anni, centralinista. 12 anni di servizio. «Le condizioni che ci propongono sono assurde. Circa 300 euro di stipendio in meno per lavorare 45 ore a settimana. Inoltre ci hanno detto che dal primo stipendio ci detrarranno 200 euro come contributo per entrare nella cooperativa. È assurdo. Oltre ad esser stati licenziati, dobbiamo anche pagare per essere riassunti. E la cosa ancora più assurda è che i sindacati non ci assistono affatto». Della situazione dei lavoratori licenziati si è occupato ieri l’assessore Sebastiano Attoni che ha promesso un incontro con il sindaco Bruschini previsto per venerdì alle 13. «Fino ad ora il sindaco non ha incontrato i lavoratori solo perché è rientrato da pochi giorni nelle sue funzioni - spiegano dal Comune - Bruschini che è stato convalescente per via di alcuni problemi di salute, ha promesso ai lavoratori un incontro ed un Consiglio comunale straordinario per parlare della delicata questione che riguarda la città tutta. Consiglio proposto da Marco Maranesi di Fratelli d'Italia». «Non ci arrenderemo - concludono gli attivisti di Casapound - Abbiamo incontrato le famiglie dei lavoratori. Sono persone umili e dignitose. La Merinves badi piuttosto a monitorare gli sprechi e ad amministrare i fondi percepiti dalla Regione Lazio».

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